Bologna (BO)

Lepore denuncia nuovi attacchi online: minacce e video falsi

L’esposto amplia il primo atto e segnala profili sospetti, contenuti manipolati e intimidazioni rivolte anche ai parenti.

Il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha depositato una nuova denuncia-querela in Procura contro la serie di minacce, insulti e contenuti manipolati comparsi online dopo la morte di Abderrahim Fakir e gli scontri avvenuti in città al termine della manifestazione del 20 luglio. L’atto, presentato con l’assistenza dell’avvocato Tommaso Guerini, amplia una prima denuncia depositata il 25 luglio e prende in considerazione episodi segnalati fino a settembre.

Minacce anche alla famiglia

Secondo quanto ricostruito nell’esposto, migliaia di messaggi ostili sarebbero stati inviati ai profili personali e istituzionali del primo cittadino, oltre che ai suoi indirizzi di posta elettronica. Tra i contenuti segnalati figurano auguri di morte rivolti anche ai familiari e ai figli minorenni, riferimenti all’indirizzo di casa e minacce relative alla possibile collocazione di ordigni. La denuncia cita inoltre simboli riconducibili all’impiccagione e richiami ad attentati dinamitardi comparsi in risposta a contenuti commemorativi sulla strage del 2 agosto 1980.

Nel quadro descritto rientra anche una scritta comparsa il 10 agosto in via Galliera, nella quale il nome di Lepore veniva accostato alla scomparsa di Francesco Guccini. Gli episodi sono collocati temporalmente dopo la morte di Fakir, il 42enne deceduto al Pilastro il 19 luglio al culmine di un fermo di polizia, e dopo gli scontri di piazza nei quali rimasero feriti più di sessanta agenti.

Account sospetti e contenuti artificiali

Un secondo capitolo della denuncia riguarda le interazioni registrate sui social network. Una consulenza tecnica di parte, realizzata sui soli dati pubblicamente accessibili, avrebbe rilevato su alcuni post un numero di reazioni ostili superiore a quello dei follower, una circostanza che non sarebbe stata riscontrata con valori analoghi su altre pagine sottoposte alla stessa circolazione. Tra i 200 commenti più recenti a un post pubblicato su Facebook, 42 profili avrebbero mostrato indicatori di inautenticità; per 26 di questi gli indicatori sarebbero stati almeno due e alcuni testi sarebbero risultati identici. La consulenza, precisa l’esposto, non dimostrerebbe da sola l’esistenza di un coordinamento, motivo per cui viene chiesto un approfondimento dell’autorità giudiziaria.

Il terzo livello riguarda sette account attivi su Instagram e TikTok che avrebbero diffuso immagini o video generati o alterati con sistemi di intelligenza artificiale. In uno dei contenuti, attribuito all’influencer Eterno e pubblicato il 22 luglio 2026, Lepore sarebbe stato rappresentato con la fascia tricolore mentre pronunciava un discorso mai tenuto, nel quale mostrava compiacimento per la morte di Fakir e invitava a proseguire le devastazioni. Il video sarebbe stato accompagnato da un’avvertenza sulla sua natura artificiale, ma anche da una didascalia che ne presentava il contenuto come coerente con il reale pensiero del sindaco.

La denuncia ipotizza, tra gli altri, i reati di minaccia aggravata e diffamazione aggravata, oltre alla sostituzione di persona e all’illecita diffusione di contenuti generati o alterati mediante sistemi di intelligenza artificiale. Alla Procura viene chiesto di acquisire dai gestori delle piattaforme i dati identificativi degli account coinvolti, di svolgere accertamenti tecnici e di valutare il sequestro preventivo urgente dei contenuti ancora disponibili. Nell’esposto si sollecita infine anche una verifica sull’eventuale esistenza di un coordinamento tra gli autori delle diverse condotte.