Prealpina Distribuzioni Carburanti S.r.l. replica alla notizia sul sequestro di cisterne contenenti quasi 20mila litri di gasolio, contestando una rappresentazione che, secondo la società, non sarebbe completa. La precisazione è stata trasmessa dall’avvocato Riccardo Garavaglia, legale dell’impresa, con riferimento all’articolo pubblicato il 3 settembre 2026 sul sequestro disposto a Biella.
La posizione della società
Secondo il difensore, il provvedimento avrebbe riguardato esclusivamente una non conformità relativa al punto di infiammabilità del carburante, parametro ritenuto non conforme alla normativa di riferimento. Non sarebbero invece emerse anomalie rispetto ad altre caratteristiche del prodotto, tra cui il contenuto di zolfo, la presenza di aromatici e il punto di cetano.
La società sostiene inoltre che una difformità circoscritta a questo parametro potrebbe essere riconducibile a una contaminazione accidentale tra gasolio e benzina verificatasi durante la movimentazione lungo la filiera. L’eventualità, spiega il legale, potrebbe riguardare sia i trasferimenti dal deposito fiscale a quello commerciale sia il successivo trasporto con autobotte verso i distributori.
Nel documento viene ricordato che le autobotti, nella maggior parte dei casi, non sono dedicate a un solo tipo di carburante. Anche le manichette impiegate per lo scarico possono quindi entrare in contatto con prodotti diversi nel corso delle operazioni. La ricostruzione viene indicata dalla società come una possibile origine della non conformità riscontrata.
Le verifiche sui carburanti
La difesa riferisce che, in accordo con la Guardia di Finanza, l’azienda ha effettuato una verifica immediata sui prodotti stoccati lungo la filiera di fornitura. Secondo quanto comunicato, gli accertamenti avrebbero dato esito conforme, circostanza che, nella tesi della società, rafforzerebbe l’ipotesi di una contaminazione accidentale e circoscritta.
Il legale sostiene inoltre che la difformità, pur determinando la non conformità del prodotto rispetto al parametro previsto, non inciderebbe sulla funzionalità dei motori degli autoveicoli, sulla sicurezza sotto il profilo del rischio di incendio né sull’aumento delle sostanze inquinanti immesse nell’aria. Si tratta di valutazioni inserite nella replica della società e riferite agli accertamenti contestati.
Un ulteriore chiarimento riguarda l’eventuale vantaggio economico. Secondo la difesa, l’irregolarità non avrebbe comportato un ingiusto profitto per il gestore, perché non avrebbe modificato il costo di acquisto del gasolio dal fornitore e, di conseguenza, il prezzo di vendita.
Infine, la società precisa che durante il controllo è stata analizzata anche la benzina presente nello stesso distributore. Il prodotto, sempre secondo quanto riferito dall’avvocato Garavaglia, sarebbe risultato conforme ai parametri previsti e non sarebbe stato interessato da alcun sequestro. La replica chiede quindi che questi elementi siano considerati nella ricostruzione complessiva della vicenda.