Rischiava di perdere l’abitazione in cui vive con il figlio minorenne, già sottoposta a pignoramento da parte dei creditori. La vicenda si è conclusa con l’omologazione del concordato minore proposto da una piccola imprenditrice del turismo della provincia senese. Il provvedimento è stato adottato dal Tribunale di Siena con sentenza del 29 ottobre 2026.
Il piano per rientrare dai debiti
La donna era finita in difficoltà dopo la separazione dal marito e il crollo del settore turistico durante la pandemia. In quel periodo si era trovata a rimborsare personalmente i viaggi annullati dai clienti, accumulando debiti che avevano reso difficile la gestione dell’attività e il pagamento degli impegni finanziari.
Assistita dagli avvocati Alessio Fiacchi e Riccardo Cavezzini, l’imprenditrice ha ottenuto l’approvazione di un piano che le consente di continuare a pagare il mutuo e di saldare gli altri debiti attraverso rate mensili sostenibili. La durata prevista è di circa nove anni e mezzo.
Il taglio dei crediti e le obiezioni respinte
Il piano prevede una riduzione del 45 per cento dei debiti chirografari. Ai creditori sarà riconosciuto il 55 per cento delle somme dovute, mentre la parte restante verrà cancellata al termine del percorso previsto dall’accordo.
Il giudice ha inoltre respinto le obiezioni presentate dall’Agenzia delle Entrate, che riteneva eccessiva la durata del piano. Con l’omologazione, l’abitazione della donna non sarà quindi venduta nell’ambito della procedura esecutiva e la famiglia potrà proseguire il percorso di rientro secondo le modalità stabilite dal Tribunale.