Alla fine la tegola è arrivata, anche se le conseguenze sono state meno drammatiche rispetto alla vicina Sabaudia. La Fondazione Fee Italia ha rimodulato il riconoscimento della Bandiera Blu per il litorale di Latina: confermato pienamente l’Ambito A (da Foce Verde a Capoportiere), mentre l’Ambito B (da Capoportiere a Rio Martino) viene tagliato a metà.
Alla base della decisione c’è il ritardo nell’attivazione del servizio di salvamento sulle spiagge libere, partito solo lunedì scorso tramite un affidamento in somma urgenza alla società Leone srl. Troppo tardi per gli standard della Fee, anche se la presenza degli stabilimenti balneari lungo la fascia A ha permesso di salvare almeno una porzione del riconoscimento ecologico.
A confermare la decisione è stata la sindaca Matilde Celentano, che non nasconde l’amarezza pur garantendo il rispetto della valutazione tecnica e l’immediato adeguamento della cartellonistica:
«La risposta migliore alle polemiche strumentali sta nell’impegno concreto che stiamo mettendo per valorizzare la nostra costa. A fronte di una gravissima carenza nazionale di assistenti bagnanti, che ha fatto andare deserta la prima gara di giugno, non ci siamo arresi e abbiamo garantito il servizio per tutta la stagione.»
La prima cittadina ha scagliato poi un duro affondo contro le opposizioni, accusandole di aver condotto una campagna di esposti e denunce che finisce per arrecare «un danno concreto all’immagine della Marina, alla comunità e agli operatori economici del territorio».
Resta tuttavia la lezione per il futuro: mentre i chioschi dell’Ambito B – la porzione più incontaminata della costa – non sono bastati a coprire le carenze delle spiagge libere, Latina limita i danni e salva metà del vessillo, evitando la revoca totale capitata a Sabaudia ma incassando un chiaro avvertimento per la gestione delle prossime stagioni estive.