Massa (MS)

Insieme per Giacomo, a Massa il dolore diventa impegno contro la violenza

Familiari, conoscenti e autorità ricordano il 47enne morto dopo l’aggressione e presentano un percorso rivolto ai giovani.

Nel sagrato della Pieve di San Vitale di Mirteto è stata inaugurata ufficialmente Insieme per Giacomo, l’associazione nata nel nome di Giacomo Bongiorni, il 47enne massese morto nella notte tra l’11 e il 12 aprile dopo l’aggressione avvenuta in piazza Palma. La cerimonia ha riunito familiari, amici, associazioni e rappresentanti delle istituzioni, in una giornata segnata dal ricordo ma anche dalla volontà di trasformare la tragedia in un percorso di prevenzione e responsabilità.

Tra i presenti la viceprefetto aggiunta Caterina Gestri, gli onorevoli Andrea Barabotti e Alessandro Amorese, la rappresentante del Comune di Massa Valeria Della Pina, insieme a numerosi consiglieri. Hanno partecipato anche Roberta Crudeli per Carrara e Giorgia Podestà per Montignoso. I saluti della comunità religiosa sono stati affidati a don Stefano Lagomarsini, parroco del Mirteto, che aveva visto crescere Giacomo proprio in quel contesto.

Un’associazione nata dal dolore

Al centro dell’incontro ci sono state le testimonianze delle persone che hanno conosciuto Giacomo. Tra queste Romina Carso, cugina e tra le promotrici dell’associazione, che durante la fiaccolata del 14 aprile aveva pronunciato un messaggio rimasto impresso: da quella tragedia doveva iniziare qualcosa. Quel proposito oggi si traduce in un progetto rivolto soprattutto ai giovani, con l’obiettivo di promuovere una cultura del rispetto e della non violenza.

Insieme per Giacomo intende costruire una rete tra scuole, famiglie, istituzioni e realtà del territorio. L’associazione parte dalla convinzione che la violenza debba essere contrastata prima che si manifesti, attraverso educazione, dialogo, consapevolezza e capacità di ascolto. Il percorso era stato annunciato nelle settimane successive alla morte di Bongiorni e aveva trovato una prima concreta espressione anche nel torneo benefico organizzato dall’Associazione Europea Vittime di Violenza.

Le testimonianze e il ricordo degli amici

Durante la cerimonia è intervenuto Stefano Della Pina, in rappresentanza dell’associazione, mentre Rossella Lamarra, della Fondazione Unione per Paolo, ha portato la testimonianza legata alla storia del ragazzo di Albenga. Due vicende diverse, accomunate dalle conseguenze che la perdita di una vita continua a produrre sulle famiglie e sulle comunità.

Gli amici hanno ricordato i momenti condivisi con Giacomo, restituendone anche gli aspetti più leggeri e quotidiani. La zia Antonia ha affidato il proprio messaggio a una lettera, mentre Marco Mattelli e Massimo Ravenna hanno proposto uno sketch costruito come una conversazione tra un cittadino e la propria città. La scena ha offerto un momento di riflessione sul rapporto con il luogo in cui si vive e sulla responsabilità individuale all’interno della comunità.

Il taglio del nastro ha così assunto un significato che va oltre l’inaugurazione formale. Per la famiglia e per chi ha partecipato, il ricordo di Giacomo resta legato a una ferita ancora presente, ma anche alla scelta di non fermarsi alla memoria. L’associazione vuole trasformare quella perdita in un impegno concreto contro la violenza, nella convinzione che il dolore non possa essere cancellato, ma possa diventare consapevolezza e speranza.