I dati ACI-Istat sull’incidentalità stradale del 2025 descrivono un andamento positivo per quanto riguarda la mortalità sulle strade italiane. Per la prima volta dal 2021, il numero delle vittime è sceso sotto la soglia delle 3.000 unità, con una diminuzione del 5,3% rispetto all’anno precedente.
Il calo risulta superiore alla media europea e viene interpretato come un segnale dell’efficacia degli investimenti nella prevenzione. Il quadro, tuttavia, resta complesso: mentre diminuiscono i decessi, il numero complessivo degli incidenti e quello delle persone ferite continuano a registrare un lieve aumento.
La sicurezza passa dalla prevenzione
Il direttore dell’Automobile Club Lucca, Luca Sangiorgio, invita a non considerare il risultato come un punto di arrivo. Secondo Sangiorgio, il dato deve rappresentare uno stimolo a rafforzare le iniziative sul territorio e a proseguire il percorso verso l’obiettivo della mortalità zero, ancora lontano.
A pagare il prezzo più alto, sottolinea l’ACI Lucca, sono soprattutto i giovani e gli utenti vulnerabili della strada. Tra questi rientrano ciclisti, conducenti di monopattini e pedoni, categorie maggiormente esposte in caso di sinistro e per le quali resta centrale il tema della tutela.
I comportamenti più rischiosi
Secondo la lettura dei dati richiamata dall’Automobile Club, tra le cause più frequenti degli incidenti figurano la distrazione alla guida, il mancato rispetto della precedenza e l’eccesso di velocità. Comportamenti diffusi che continuano a incidere sulla sicurezza della circolazione e che richiedono maggiore attenzione da parte di chi si sposta.
Per l’ACI Lucca, la prevenzione non può essere affidata soltanto alla paura delle sanzioni. Serve un cambiamento culturale fondato sulla consapevolezza del valore della vita e sul rispetto delle regole. In questa prospettiva, viene indicata come prioritaria la prosecuzione degli investimenti nell’educazione stradale, a partire dalle nuove generazioni, attraverso progetti capaci di promuovere una cultura della prevenzione.