“Sarei stato un matto a fare una cosa del genere”. Con queste parole Enzo Cestra, ex presidente della Protezione Civile Anc di Sabaudia, si è difeso ieri davanti al giudice di Latina dall’accusa di aver commissionato due incendi boschivi nell’agosto 2024. L’imputato, ai domiciliari da un anno, ha negato con forza di aver pagato 20 euro a Diego Giusti per appiccare il fuoco vicino al Lago di Paola, sostenendo che la convenzione con la Regione Lazio non prevedeva bonus legati al numero di interventi effettuati.
Mentre gli investigatori della Forestale hanno confermato la natura dolosa dei roghi e il riconoscimento di Giusti sul luogo del delitto, la difesa di Cestra ha richiesto un confronto diretto tra i due per chiarire le discrepanze nelle testimonianze. Il processo si avvia alla conclusione: le ultime audizioni sono fissate per il 6 maggio, mentre il 13 maggio è prevista la discussione finale e la sentenza.