Roma (RM)

Il sito sessista chiude, parla Valeria Campagna: "Mai tacere"

La Vicesegretaria del Pd Lazio è stata la prima a denunciare

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"Non potevo tacere, l'ho fatto per me e per le altre perchè questo schifo riguarda tutte". Valeria Campagna ha 27 anni ed è la vicesegretaria Pd del Lazio. E' stata lei la prima a scoprire e denunciare quello che succedeva sul forum Phica.eu: uno sfogatoio sessista e patriarcale dove immagini di donne più o meno note in vari ambiti, dalla politica allo spettacolo, erano accompagnate da commenti volgari e violenti, dettati dalla più retriva cultura maschilista.

"Io fortunatamente ho gli strumenti per difendermi, una rete di sostegno che mi ha permesso di affrontare la situazione e andare in questura a denunciare l'accaduto. Ma cosa sarebbe successo se lo stesso fosse accaduto ad una ragazzina di 14 anni? Non è una questione di coraggio, ma di possibilità: ecco perchè ho voluto raccontare quanto mi è capitato", spiega Campagna che è anche consigliera comunale a Latina.
E' stato un amico a rivelarle che le sue foto erano state prese senza consenso, pubblicate e date in pasto ai tanti utenti del sito e ai loro commenti sessisti.
"Me ne sono accorta grazie a questo amico che, dopo la notizia di qualche giorno fa delle foto di alcune ragazze finite online, è andato a controllare se c'erano anche persone che conosceva. Una volta capito come era impostato il sito ha aperto la categoria della politica e ha trovato anche scatti che mi ritraevano", racconta la consigliera.

Dopo quanto accaduto, grazie anche alle migliaia di segnalazioni e esposti, il sito in questione ha chiuso. "La mia priorità era la chiusura del sito e la rimozione di tutti i contenuti presenti - assicura Valeria Campagna - Ho ricevuto grande solidarietà da tutti, a partire dal mio partito, il Pd. Elly Schlein è stata una delle prime a chiamarmi per darmi il suo sostegno. Io ho denunciato per me e per le altre, un modo per alzare l'attenzione mediatica e ottenere maggiore consapevolezza rispetto a questi fenomeni. Serve un passo in avanti che porti ad un cambiamento culturale: ieri era il gruppo Facebook "Mia moglie", oggi è "Phica.eu", domani ce ne sarà un altro, ma noi saremo sempre qui pronte ad alzare l'attenzione e a condannare questi fenomeni". "Il cambiamento culturale, tuttavia, passa sia dalle piccole che dalle grandi cose: non solo l'insegnamento di programmi di educazione digitale e sesso-affettiva e il cambiamento di alcune leggi in materia di piattaforme digitali, ma è necessario insegnare agli uomini che certe cose che fino ad ora sono state considerate 'normali' non lo sono affatto. Contrastare atteggiamenti di questo tipo rappresenta il primo grande passo, ma è una responsabilità collettiva".