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Il padre di Lorena: «Unità contro la violenza sulle donne»

Dopo la tragedia al cavalcavia, l’uomo ricorda sogni e impegno della figlia e invoca interventi negli istituti e nei servizi specializzati

«Sono un padre distrutto». È il dolore espresso dal papà di Lorena Isceri, vittima del femminicidio avvenuto lungo l’autostrada A1. In un appello rivolto alla politica, l’uomo ha chiesto alle istituzioni di mettere da parte le divisioni e di assumere provvedimenti condivisi per contrastare la violenza contro le donne.

Il ricordo della figlia è affidato a parole segnate dalla sofferenza. «Era educata, studiosa, dedita allo studio e al lavoro, aveva tanti sogni, ma ora non li ha più», ha detto il padre. Per la famiglia, la tragedia ha interrotto il futuro di Lorena e lasciato una ferita profonda, che l’uomo descrive come la perdita della voglia di vivere di una famiglia distrutta.

L’appello alle istituzioni

Dal dolore personale nasce una richiesta rivolta a «tutta la politica»: essere unita e approvare all’unanimità misure capaci di evitare il ripetersi di tragedie simili. Il padre di Lorena ha chiesto un impegno comune, senza distinzione tra schieramenti, per rafforzare la prevenzione e la protezione delle donne esposte alla violenza.

Tra le priorità indicate ci sono il lavoro nelle scuole, il potenziamento dei centri antiviolenza e il rafforzamento degli strumenti previsti dalle norme. L’obiettivo, nelle parole dell’uomo, è fare in modo che quanto accaduto a Lorena non si ripeta. Si tratta di un appello che affida alla politica e alle istituzioni la responsabilità di intervenire sul piano educativo, dell’assistenza e delle misure di tutela.

«Ve lo chiedo con tutto il cuore», ha aggiunto il padre, prima di concludere con un abbraccio rivolto a tutte le donne italiane. Il messaggio è stato pronunciato con fatica, tra le lacrime, mentre il ricordo della figlia si univa alla richiesta di un’azione condivisa contro la violenza di genere.