Dall’allarme per la scomparsa dell’8 gennaio al ritrovamento del cadavere di Federica Torzullo sepolto in una cava di proprietà del marito, le indagini che dopo giorni hanno portato alla conferma del triste epilogo con l’arresto del marito Agostino Claudio Carlomagno, sono state ricostruite dalla procura della Repubblica presso il tribunale ordinario di Civitavecchia, in una nota a firma del procuratore capo Alberto Liguori. Passaggi chiari riportati nella nota, che mettono in evidenza la drammaticità dei fatti che hanno sconvolto Anguillara Sabazia, che già nel 2012 aveva vissuto il dramma di Federica Mangiapelo.
La nota
” I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ostia, della Compagnia di Bracciano, della Stazione di Anguillara e del RIS di Roma rinvenivano il corpo di Federica, interrato in una buca scavata con mezzo meccanico, ricoperta da rovi all’interno di un fondo attiguo a quello in cui ha sede la ditta di movimento terra della famiglia Carlomagno.
A questo punto, la gravità indiziaria raccolta nel corso delle indagini si concentra in via esclusiva all’indirizzo del coniuge Carlomagno Agostino Claudio varcando la soglia della precisione e della concordanza. Militano in tale direzione:
1) l’incongruente ricostruzione fornita dall’indagato sia in sede di denuncia. che in sede di sommarie informazioni: a) giorno 9 gennaio non è vero che di mattina non abbia fatto ritorno a casa dal lavoro in quanto le telecamere lo immortalano nel mentre vi fa rientro; 2) non è vero che ha trascorso la giornata recandosi nei posti dallo stesso indicati, lo smentisce la geolocalizzazione dell’autovettura utilizzata in posti diversi.
E’ vero, invece, che: a) Federica non esce da casa dalle ore 19,30 dell’8 gennaio e che invece l’indagato lo farà giorno 9 gennaio alle 7,30 per recarsi al lavoro per pochi minuti, per poi far rientro in casa, differentemente da quanto sostenuto dal Carlomagno quando ha affermato che in casa non aveva fatto rientro nonostante avesse tentato di farlo convinto di avervi lasciato il portafoglio; b) il cellulare di Federica non è stato ancora trovato; c) l’indagato si porta sul posto di lavoro presso la ditta familiare trasportando con la sua macchina il corpo di Federica che, nel frattempo, aveva già ucciso in casa tra la ultime ore dell’8 gennaio e le prime luci del 9 gennaio: lo testimoniano: 1) il cellulare dell’indagato e quello di Federica sono localizzati nella zona della ditta e alla guida della macchina c’è solo il marito;
2) all’interno della macchina sono state repertate tracce di sangue, compreso il
bagagliaio e varie tracce biologiche nel vano dell’auto; 3) tracce di sangue sui vestiti da lavoro dell’indagato, sul pavimento dell’ingresso, nella cabina armadio della camera da letto di Federica, sul manico del badile e sul mezzo meccanico all’interno del magazzino della ditta di famiglia e, infine, su un asciugamano trovato all’interno di una cava per inerti.

Il fermo
Il quadro indiziario individualizzato nella persona di Carlomagno Agostino Claudio deve confrontarsi con le esigenze cautelari da soddisfare, in particolare e attuale e concreto il pericolo di inquinamento probatorio: il Carlomagno è in grado di influenzare la raccolta della prova dichiarativa avendolo già fatto con una persona informata dei fatti; manca l’arma del delitto che potrebbe il Carlomagno, se libero, ostacolarne la ricerca, nonostante nell’immediatezza la Procura di Civitavecchia abbia sequestrato l’abitazione, le autovetture e l’azienda e, ciononostante, l’arma del delitto non si trova. Per tali ragioni la Procura di Civitavecchiaha proceduto al fermo di Carlomagno Claudio Agostino per il delitto di omicidio aggravato di Federica Torzullo.
Lo stato del procedimento penale in corso rilascia, comunque, sullo sfondo un soggetto attinto da sola gravità indiziaria, in attesa di sviluppare pienamente il suo diritto di difesa attraverso l’interrogatorio di garanzia che sarà a breve svolto”.