Toscana

Il caro carburante pesa sui bilanci del soccorso

Misericordia e Pubblica assistenza segnalano costi extra e chiedono interventi su rimborsi e sostegni

Il rincaro di benzina e diesel sta mettendo sotto pressione i bilanci delle associazioni che garantiscono assistenza e soccorso sul territorio apuano. Pubblica assistenza di Carrara e Misericordia di Massa, impegnate nei servizi sanitari del 118, devono sostenere spese sempre più elevate per mantenere operativi ambulanze, auto mediche e altri mezzi.

Le associazioni si finanziano attraverso rimborsi pubblici, iniziative di autofinanziamento e donazioni. L’aumento dei prezzi alla pompa rischia però di rompere un equilibrio già delicato. Il timore è che, senza una riduzione dei costi o un intervento degli enti pubblici, possa diventare difficile garantire la presenza capillare attuale e mantenere anche i servizi ordinari, come i trasporti sociali per dialisi e visite specialistiche.

Le spese delle associazioni

La Pubblica assistenza di Carrara svolge interventi lungo la costa, da Massa a Carrara, e percorre quotidianamente numerosi chilometri. Il presidente Fabrizio Giromella spiega che i mezzi dell’associazione viaggiano in media tra i 140 e i 200 chilometri al giorno. Gli interventi sfiorano i 2.000 all’anno, mentre la spesa complessiva per il carburante arriva a quasi 500mila euro.

«L’aumento del carburante sta diventando un aggravio molto importante», osserva Giromella, sottolineando la difficoltà di continuare a sostenere i costi senza modifiche al sistema dei rimborsi. La preoccupazione riguarda non soltanto le uscite legate alle emergenze, ma anche la possibilità di garantire con regolarità i servizi di accompagnamento e trasporto rivolti alle persone fragili.

Richieste a Regione e Azienda sanitaria

Una situazione analoga viene segnalata dalla Misericordia di Massa. Il presidente Sergio Pedrinzani riferisce che un pieno di un’ambulanza costa circa 180 euro e che i mezzi vengono riforniti quasi ogni giorno. L’associazione effettua in media 15 uscite quotidiane, comprese quelle verso gli ospedali di Pisa e Livorno, con un impatto crescente sui conti.

Le realtà del Terzo settore si stanno muovendo a livello regionale per cercare un accordo e chiedono un fondo di solidarietà oppure un adeguamento tempestivo delle tariffe di rimborso da parte dell’Azienda sanitaria e della Regione Toscana. Nel frattempo, i direttivi devono fare fronte alle fatture del carburante e riorganizzare le risorse per evitare una riduzione delle attività.

Il problema coinvolge anche le associazioni di protezione civile, che utilizzano mezzi fuoristrada e veicoli di servizio durante gli interventi. In Toscana, secondo i dati riportati, il sistema delle pubbliche assistenze deve sostenere una spesa aggiuntiva stimata in circa 35mila euro al mese, oltre 400mila euro all’anno. Gli aumenti medi dei carburanti sono indicati tra i 10 e i 14 centesimi al litro, mentre accise e Iva rappresentano oltre la metà del prezzo finale alla pompa.