La presenza di un cantiere per lavori mai ultimati accanto alla scuola di Borgo Faiti continuano a creare notevoli problemi per studenti a alunni. Malcontento raccolto in una nota di Paolo Scapin, membro del Direttivo del movimento civico Fare Latina e vice presidente del Consiglio d’Istituto della scuola di Borgo Faiti, che si fa portavoce dei genitori e dei residenti della zona.
“La situazione è diventata insostenibile, non ci troviamo più di fronte a un mero ritardo nei lavori, che sarebbe pure fisiologico – commenta Scapin – ma siamo alle prese con un’emergenza sanitaria con l’area del cantiere completamente abbandonata che rappresenta un rischio concreto per la salute dei bambini e per la qualità della vita dei residenti. Le finestre non si possono tenere aperte, gli insetti entrano nelle case, pungono i bambini della scuola, come denunciato da numerosi genitori, e l’acqua stagnante favorisce situazioni igienicamente pericolose. È una condizione che non può più essere tollerata”.

“Undici anni di attese e rinvii, undici anni con un cantiere aperto accanto alla scuola di Borgo Faiti che invece di rappresentare un investimento per il futuro si è trasformato in un problema quotidiano per alunni, famiglie, insegnanti e residenti. L’intera area, destinata all’ampliamento dell’istituto comprensivo, è diventata un acquitrino con ristagni d’acqua, vegetazione fuori controllo, rovi che avanzano fino alle abitazioni confinanti, insetti e animali che proliferano con l’avvicinarsi della bella stagione.
La vicenda
La vicenda va avanti ormai dal 2015. I lavori di ampliamento della scuola si sono interrotti, tra stop tecnici, riorganizzazioni progettuali e passaggi amministrativi che hanno di fatto congelato l’opera per oltre un decennio. Nel 2025 l’Amministrazione comunale ha comunicato l’approvazione di un nuovo progetto e l’intenzione di procedere con un nuovo affidamento, con all’orizzonte la ripresa dei lavori nel 2026. Un passaggio che è stato accolto con favore dalla comunità intera.
“Apprezzo la buona volontà dimostrata dall’amministrazione Celentano che ringrazio e anche l’impegno preso dai rappresentanti arrivati sul luogo per le verifiche, ma principalmente come rappresentante dei genitori degli alunni mi corre l’obbligo segnalare la situazione d’urgenza in cui tutti noi ci troviamo. Non stiamo mettendo in discussione il progetto di ampliamento, che anzi riteniamo fondamentale – sottolinea Paolo Scapin – ma non si può chiedere a una comunità scolastica di convivere ancora per mesi, forse anni, con una situazione di degrado evidente. La ripresa dei lavori è una cosa, la messa in sicurezza immediata dell’area è un’altra. Chiediamo, pertanto, un intervento urgente di bonifica con rimozione delle acque stagnanti, pulizia dell’area, contenimento della vegetazione e messa in sicurezza delle parti esposte del cantiere in attesa della riapertura effettiva dei lavori. I bambini non possono pagare il prezzo delle lungaggini burocratiche e i residenti non possono essere lasciati soli a convivere con un cantiere che si è trasformato, in tutti questi anni, in una zona critica dal punto di vista ambientale e sanitario”.