Chivasso (TO)

Far West al “Pastore”: botte da orbi tra due genitori

Uno ha il polso rotto, l’altro due costole incrinate. Sul posto tre pattuglie dei Carabinieri, ma le società minimizzano

Far West al “Pastore”: botte da orbi tra due genitori

Uno ha il volto tumefatto e due costole incrinate, l’altro un polso rotto e tanta, tantissima voglia di non passare per il cattivo di turno. Basterebbero queste poche righe per confermare la gravità della rissa che domenica 1 febbraio, a margine della partita tra l’URS La Chivasso e l’FC Rondissone (sfida valida per il Campionato di Terza Categoria…) ha visto affrontarsi un dirigente della società biancorossa e il padre di un giovane tifoso della squadra avversaria.

Far West al Pastore: botte da orbi tra due genitori

Anche se le versioni, come spesso accade in questi casi, sono divergenti e contrastanti (su ogni possibile dettaglio), sembra che tutto abbia avuto inizio sugli spalti, durante la partita, con una serie di sfottò lanciati contro un ragazzo «con dei problemi», che stava guardando la partita, apostrofato come «handicappato». Questa circostanza, però, viene smentita dai padroni di casa, che comunque annunciano accertamenti.

I primi screzi sulla scalinata

A questo punto, il racconto non può che procedere cercando di unire ogni singolo frammento, così come risulta dalle varie voci, cercando di dare un senso a una storia comunque vergognosa.

A fine partita, sulla ripida scalinata ben conosciuta da chiunque abbia mai varcato la soglia del «Pastore» di viale Matteotti, il giovane chivassese tifoso del Rondissone avrebbe chiesto conto degli insulti ad un coetaneo, in forza alla Juniores dell’Urs La Chivasso, che si trovava qualche gradino più in alto. Per tutta risposta quest’ultimo lo avrebbe colpito con un pugno in faccia, facendogli gonfiare uno zigomo.

Ed è in questo frangente, sempre prendendo per buoni i vari racconti, si sarebbe intromesso il padre del giocatore della Juniores, un dirigente del La Chivasso, che avrebbe afferrato la giacca (strappandola) del tifoso avversario, per poi perdere l’equilibrio rovinando sulle scale.

Allontanandosi, il tifoso del Montanaro avrebbe pronunciato una frase, «Ma non ti vergogni ad attaccarmi da dietro», che nelle sue intenzioni avrebbe dovuto chiudere la discussione. Arrivato a casa, però, impossibile nascondere al padre l’occhio pesto e il giaccone strappato.

La seconda parte della zuffa

Preso il telefono, il padre avrebbe chiamato il dirigente del La Chivasso, che conosce da sempre, chiedendo spiegazioni e ribadendo che il figlio «Non vuole problemi» e «Vuole uscire tranquillo la sera».
Non sappiamo come si sia conclusa la telefonata tra i due (molto probabilmente male) ma sembra essere appurato che poco dopo, quando ormai il «Pastore» è praticamente deserto, la situazione prende una piega ancora peggiore.
A pochi passi dall’ingresso della «culla del calcio biancorosso», il dirigente dell’Urs La Chivasso sta parlando con l’allenatore della prima squadra. Due chiacchiere veloci, tanto che la sua macchina è già accesa.
Alle sue spalle, dalla piazza, arrivano alcune persone (o tre o cinque, non è chiaro) tra cui il tifoso del Rondissone e suo padre.
Volano parole grosse, insulti, minacce, poi una mano avrebbe afferrato il dirigente biancorosso alla nuca come se dovesse partire una testata.

A questo punto, secondo una prima ricostruzione, il giovane tifoso del Rondissone avrebbe sferrato un pugno al volto del padre del calciatore della Juniores dell’Urs La Chivasso, colpendolo sull’arcata sopraccigliare sinistra.
Caduto a terra, l’uomo sarebbe poi stato colpito da una serie di colpi violentissimi sferrati dal ragazzo, dal padre e da uno degli amici arrivati in piazza con loro.
Una versione però smentita con forza dagli altri protagonisti della vicenda, che invece parlano di uno spintone da parte del dirigente e di una successiva zuffa tra i soli genitori, senza il coinvolgimento diretto del figlio che anzi avrebbe cercato di dividerli.

Le indagini affidate ai Carabinieri

Che sia andata davvero così, o sia invece un tentativo di difesa della prole, saranno i Carabinieri (intervenuti con tre pattuglie in supporto all’ambulanza del 118) a stabilirlo, anche perché praticamente l’intera rissa è stata filmata dalla telecamera installata sull’auto del dirigente, una «dash cam» pensata per essere utile in caso di incidenti stradali.
Per il dirigente si sono aperte le porte del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Chivasso, dove è stato visitato, sottoposto ad una Tac e dimesso con una prognosi di venti giorni, salvo complicazioni. Stessa destinazione per il padre del tifoso: venti giorni di prognosi (per ora) a causa della frattura del polso.
Tutti e due sembrano essere pronti a sporgere denuncia.

La replica delle due società

Egregio Direttore,
in qualità di presidenti delle società URS La Chivasso e Rondissone siamo a scriverLe in merito all’articolo apparso sui giornali mercoledì 04/02/2026 a titolo: “Farwest al Pastore”.
Le società scriventi sottolineano come quanto riportato nell’articolo sia fuorviante e lesivo dell’immagine sia per URS La Chivasso che per il Rondissone. La partita di calcio disputata tra le due squadre si è conclusa in modo assolutamente pacifico e all’insegna della sportività, dovuta anche al rapporto di collaborazione tra i soggetti. Tutti coloro che pensavano di regolare propri dissapori all’interno della struttura calcistica sono stati prontamente allontanati e nulla hanno a che fare con la partita stessa.
Il deprecabile episodio di violenza ai danni di un nostro dirigente è avvenuto al di fuori della struttura per fatti non ascrivibili o imputabili alle suddette società. Non entriamo neppure nel merito di una vicenda che vedrà gli organi preposti stabilire quanto avvenuto.
Da parte della società URS La Chivasso, per quanto da voi descritto in merito agli sfottò riguardanti un ragazzo diversamente abile, se dovessimo riscontrarne la veridicità sarà nostra cura prendere provvedimenti nei confronti di eventuali nostri iscritti coinvolti.
Siamo molto rammaricati nel dover leggere che i nostri nomi siano accostati ad episodi di violenza che non ci appartengono e soprattutto per fatti a noi non ascrivibili. Ci sarebbe piaciuto che dalle pagine del vostro giornale, cosa fatta di rado, fossero arrivati articoli relativi alle attività che svolgiamo quotidianamente con i ragazzi. Vi invitiamo a scoprire la nostra realtà che, nonostante le mille difficoltà, ha portato a riaprire le porte di un campo rimasto chiuso per anni.
Siamo certi che sarà un’occasione per far conoscere alla città quelli che sono i nostri valori. Siamo altrettanto sicuri che apprezzerete la nostra squadra femminile, il nostro progetto di collaborazione con l’università per il tirocinio di chi si laurea in Scienze Motorie ed ancor di più il nostro progetto rivolto ai ragazzi diversamente abili.
Il nostro portone è aperto per chi vuole godere di uno sport magnifico come il calcio; la violenza rimane fuori dalle nostre mura e dal nostro modo di essere.
Ci auguriamo di vedervi presto e speriamo fortemente che il buon nome delle nostre società non venga strumentalizzato ad appannaggio di titoli sensazionalistici.
Grazie.
I Presidenti
URS La Chivasso
FC Rondissone