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Falso rimborso Irpef, Sms truffa usa il nome del Fisco

I messaggi conducono a portali contraffatti per ottenere codici e coordinate delle carte

Una nuova campagna di smishing sta utilizzando il nome dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle entrate-Riscossione per ingannare gli utenti e sottrarre dati personali e finanziari. La frode si basa sull’invio di Sms costruiti per apparire come comunicazioni ufficiali e attirare l’attenzione dei destinatari con il pretesto di un rimborso fiscale.

Il messaggio sul rimborso

I testi riproducono loghi ed elementi grafici istituzionali e invitano a cliccare su un collegamento. Il link conduce a un sito contraffatto, presentato come un portale dell’amministrazione fiscale, dove viene simulata una procedura di verifica relativa a un presunto rimborso Irpef del 2025.

Dopo l’inserimento del codice fiscale, la pagina mostra alla vittima un credito fittizio di 328,45 euro. Per completare la procedura e ottenere l’accredito, l’utente viene quindi invitato a fornire le coordinate necessarie al pagamento, in un percorso progettato per rendere credibile la richiesta e spingere a proseguire.

I dati richiesti dai truffatori

Il passaggio più rischioso riguarda la richiesta delle informazioni della carta di pagamento. I moduli presenti sul sito chiedono nome dell’intestatario, numero della carta, scadenza e codice Cvv: dati che, se comunicati ai responsabili della campagna, possono essere impiegati per effettuare operazioni fraudolente.

L’Agenzia delle Entrate raccomanda di non inserire dati personali, bancari o di pagamento su pagine raggiunte attraverso link contenuti in comunicazioni inattese, non richieste o sospette. La presenza di riferimenti grafici riconducibili a un ente pubblico non è quindi sufficiente a certificare l’autenticità dell’Sms o del sito collegato.