Si è tenuto ieri, a Palazzo Chigi, il confronto tra Governo e organizzazioni sindacali sulla situazione dell’ex Ilva di Taranto, mentre Acciaierie d’Italia ha comunicato l’avvio della sospensione delle attività produttive degli impianti dell’area a caldo. Proclamata la fermata temporanea generale degli stabilimenti ex Ilva di Genova e Novi Ligure entro il prossimo 15 novembre,
Sciopero negli stabilimenti ex Ilva
Al centro dell’incontro, presieduto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, le conseguenze della fermata sul piano occupazionale e le misure di sostegno per i lavoratori coinvolti.
Secondo quanto riferito da fonti sindacali presenti all’incontro, il Governo ha messo a disposizione una dotazione complessiva di 125 milioni di euro per tutelare i lavoratori diretti e quelli delle imprese dell’indotto e dell’appalto. In particolare, 80 milioni saranno destinati alla cassa integrazione in deroga per l’indotto, mentre circa 45 milioni serviranno a integrare la cassa integrazione straordinaria per il personale di Acciaierie d’Italia e Ilva. Le misure avranno copertura fino alla fine di giugno e saranno inserite in un nuovo decreto legge dedicato all’ex Ilva.
Nel frattempo, Acciaierie d’Italia e Acciaierie d’Italia Energia, entrambe in amministrazione straordinaria, hanno comunicato alle autorità competenti che è in corso la sospensione di tutte le attività produttive dell’area a caldo, secondo il cronoprogramma previsto per la messa in sicurezza degli impianti in modalità di hot stand-by.
I sindacati hanno intanto proclamato uno sciopero di 24 ore in tutti gli stabilimenti dell’ex colosso siderurgico per lunedì 12 ottobre.
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