Huang Dejian, 42 anni, imprenditore cinese conosciuto anche come Giacomo, è stato arrestato dalla Squadra mobile di Prato dopo aver violato gli obblighi degli arresti domiciliari. L’uomo era tra i 57 indagati dell’inchiesta Easy money, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze, che ha portato alla luce una presunta banca clandestina cinese.
Gli investigatori hanno accertato l’evasione e hanno eseguito l’aggravamento della misura. Huang Dejian è accusato di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata all’impiego di denaro di provenienza illecita. Secondo la procura antimafia, sarebbe stato tra i principali collaboratori di Keke Pan, detto Luca, ritenuto l’ideatore del sistema finanziario abusivo.
Il sistema dei trasferimenti
Stando alle ricostruzioni contenute negli atti, la banca clandestina avrebbe movimentato circa 100 milioni di euro all’anno, mettendo in collegamento gli interessi del settore del pronto moda con quelli di gruppi criminali pugliesi, calabresi e campani. Il meccanismo avrebbe consentito di compensare i flussi di denaro senza trasferimenti diretti tra Paesi.
In base all’ipotesi investigativa, le somme dovute dai gruppi criminali ai narcotrafficanti sarebbero state indirizzate ai pronto moda, mentre il denaro che i negozi di abbigliamento dovevano alle aziende cinesi sarebbe finito ai trafficanti. In cambio, la struttura avrebbe trattenuto una percentuale sulle operazioni concluse. Huang Dejian è indicato come uno dei collettori del sistema, con il compito di mantenere i rapporti con le imprese del pronto moda che incassavano denaro in nero.
Nelle carte dell’inchiesta viene citata anche la consegna di 120mila euro in contanti presso un’azienda di via Fonda di Mezzana, gestita dall’imprenditore ma intestata a un’altra persona. Il denaro, secondo quanto riportato negli atti, sarebbe stato prelevato poche ore prima da due corrieri cinesi a Sanremo e consegnato come pagamento per abiti venduti dai pronto moda.
Il ruolo nell’inchiesta
Per il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Firenze, Antonio Pezzuti, Huang Dejian avrebbe gestito, nei rapporti con le aziende del settore, una disponibilità di crediti compresa tra 400mila e 700mila euro. L’ordinanza lo descrive inoltre come una figura storica e conosciuta della comunità cinese di Prato, dove vive da decenni e dove ha avviato diverse attività commerciali.
Nel procedimento Easy money sono complessivamente 41 le persone sottoposte a misure cautelari nei tre filoni dell’indagine: la banca abusiva, il traffico di migranti e il traffico internazionale di droga. Alcuni degli indagati hanno già scelto di patteggiare. La villa di Huang Dejian a Tavola, utilizzata per i domiciliari, era stata posta sotto sequestro ai fini della confisca nell’ambito della stessa inchiesta.