Parma (PR)

Evade dai domiciliari a Parma, danneggia auto e aggredisce i carabinieri

Una sessantenne è stata trasferita nel penitenziario reggiano dopo l’intervento dei militari

Una donna di 60 anni, già sottoposta agli arresti domiciliari, è stata arrestata dopo aver danneggiato alcune auto in sosta e aver aggredito un automobilista e i carabinieri intervenuti. L’episodio, secondo quanto riferito da Roberto Massa, presidente dell’associazione Impegno Sociale per il San Leonardo e Cortile San Martino, si è verificato in via Palermo, a Parma.

La donna, dopo aver colpito diversi veicoli parcheggiati, avrebbe preso di mira anche una persona che si trovava all’interno della propria automobile. La situazione è poi degenerata con l’arrivo dei militari dell’Arma: la sessantenne avrebbe reagito all’intervento con spintoni e calci nei confronti dei carabinieri.

L’intervento dei carabinieri

Al termine dell’azione, la donna è stata arrestata con le accuse di evasione e resistenza a pubblico ufficiale. Il provvedimento è stato successivamente esaminato dal giudice, che ha revocato la misura degli arresti domiciliari disponendo il trasferimento della sessantenne nel carcere di Reggio Emilia.

La ricostruzione dell’accaduto è stata diffusa da Massa, che ha espresso solidarietà all’automobilista coinvolto e ai carabinieri intervenuti. Nel suo commento, il presidente di Impegno Sociale ha richiamato le preoccupazioni dei residenti dei quartieri San Leonardo e Cortile San Martino, chiedendo condizioni di maggiore sicurezza nella vita quotidiana.

La richiesta dei residenti

Secondo Massa, episodi di questo tipo non dovrebbero essere affrontati soltanto dopo che si sono verificati. Il tema, sostiene, riguarda la necessità di rafforzare prevenzione, controlli e presenza delle forze dell’ordine, insieme all’effettivo rispetto delle regole.

Nel suo intervento, il rappresentante dell’associazione ha inoltre sottolineato come chi vive nella zona chieda di poter uscire di casa, parcheggiare e percorrere le strade del quartiere senza dover temere situazioni di pericolo. La vicenda viene così inserita in una riflessione più ampia sulla sicurezza nelle aree residenziali, con l’invito a considerare la tutela dei cittadini una priorità anche nella gestione ordinaria del territorio.