Due persone sono state fermate a Macerata dopo la fuga iniziata alla vista di un posto di controllo dei carabinieri. Si tratta di un 17enne di origini egiziane, domiciliato a Frattamaggiore, in provincia di Napoli, e di un 28enne napoletano. Il minorenne è stato arrestato, mentre l’adulto è stato denunciato. Nell’auto sulla quale viaggiavano i militari hanno trovato denaro contante e gioielli ritenuti provento di due truffe ai danni di altrettante anziane.
I fatti sono avvenuti nel pomeriggio, quando i carabinieri hanno intercettato una Opel Corsa in via Ghino Valenti. Il 28enne, che era alla guida, alla vista della pattuglia ha tentato di evitare il controllo imboccando la strada comunale di contrada Rotacupa. L’intervento di una seconda pattuglia ha consentito di seguire il veicolo e di bloccarlo in sicurezza in via dell’Acquedotto.
Il materiale recuperato nell’abitacolo
La perquisizione dell’auto ha portato al ritrovamento di due involucri nascosti nell’abitacolo. All’interno c’erano diversi monili in oro e 1.200 euro in contanti. Le verifiche svolte successivamente dai carabinieri hanno permesso di collegare i due uomini a due episodi avvenuti a Macerata e Corridonia, con vittime due donne ultraottantenni.
Secondo quanto ricostruito, le anziane erano state contattate telefonicamente da persone che si erano presentate come falsi carabinieri. Con il pretesto del coinvolgimento di un familiare in una vicenda giudiziaria o in una rapina, le avevano convinte a consegnare denaro e oggetti preziosi. Il materiale sarebbe stato poi ritirato direttamente a domicilio dal minorenne.
Refurtiva restituita alle vittime
Il valore complessivo della refurtiva è stato stimato in circa 10mila euro. I soldi e i gioielli sono stati interamente recuperati e restituiti alle proprietarie. Il 17enne è stato accompagnato al Centro di prima accoglienza di Bologna, dove resterà in attesa dell’udienza di convalida.
Sull’operazione è intervenuta anche la segreteria provinciale di Unarma Macerata, che ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dai colleghi. In una nota, i rappresentanti Antonio Voto e Antonio Ernesto hanno sottolineato la gravità delle truffe rivolte alle persone più fragili e il ruolo dell’Arma nel contrasto a questo tipo di reati. Gli accertamenti sulla vicenda proseguono secondo le procedure previste.