Due persone sono state denunciate a piede libero dalla polizia locale di Modena dopo essere state sorprese mentre sottraevano metalli dalla stazione di raccolta rifiuti Magnete. L’intervento è avvenuto domenica 21 settembre, intorno alle 11, nell’ambito dei controlli programmati per contrastare i furti segnalati nelle isole ecologiche cittadine.
Gli agenti hanno notato i due mentre si calavano nel cassone destinato alla raccolta dei metalli e trasferivano il materiale su un furgone. Nel mezzo sono stati trovati diversi chilogrammi di cavi elettrici e altri oggetti metallici. Entrambi, risultati incensurati, sono stati identificati e denunciati senza arresto. Il materiale recuperato è stato restituito alla struttura.
Il bilancio dei controlli
Quello del Magnete è l’ultimo di una serie di interventi effettuati dalla polizia locale nelle isole ecologiche Leonardo, Magnete, Calamita e Archimede. Da aprile a oggi sono state presentate quattordici denunce a piede libero ed è stato eseguito un arresto in flagranza di reato. Nello stesso periodo gli agenti hanno recuperato quasi due tonnellate di materiale sottratto.
Tra i materiali recuperati figurano rottami di ferro e ghisa, attrezzi in disuso, infissi metallici, scarti di lavorazione da cantiere, cavi elettrici, componenti in rame come grondaie e tubazioni, oltre ad apparecchiature elettroniche domestiche, tra cui frigoriferi e condizionatori.
L’assessore all’Ambiente Vittorio Molinari ha sottolineato che la sottrazione dei materiali destinati al riciclo costituisce un reato e provoca un danno alla collettività. I ricavi ottenuti dalla vendita delle cosiddette materie prime seconde contribuiscono infatti a ridurre il costo del servizio di gestione dei rifiuti. Lo smantellamento e l’abbandono degli oggetti sottratti possono inoltre creare conseguenze ambientali e sanitarie.
Le sanzioni previste
Per la sottrazione illegale dei materiali depositati nelle isole ecologiche sono previste pene da tre mesi a tre anni di reclusione. La normativa contempla anche sanzioni per la gestione non autorizzata dei rifiuti, con arresto da tre mesi a un anno, ammende fino a 26mila euro e confisca del veicolo utilizzato. Nei casi più gravi può essere disposto anche l’arresto in flagranza.
Il Comune prevede inoltre di affiancare ai controlli della polizia locale un servizio sperimentale di vigilanza armata nei centri di raccolta, con l’obiettivo di prevenire nuovi furti e tutelare operatori e cittadini.