Una familiare di un detenuto avrebbe tentato di introdurre droga all’interno del carcere di via Burla a Parma. La sostanza è stata individuata e sequestrata da due operatrici della Polizia Penitenziaria impegnate nei controlli all’ingresso dell’istituto penitenziario.
L’episodio è avvenuto nella giornata di lunedì 1° settembre ed è stato reso noto dal sindacato Osapp. Al termine degli accertamenti, la donna è stata denunciata. Il testo non riferisce ulteriori elementi sulla quantità o sul tipo di sostanza trovata, né sulle modalità con cui sarebbe stato effettuato il tentativo di introduzione.
Il ruolo dei controlli
Secondo quanto segnalato dall’organizzazione sindacale, l’intervento delle due operatrici ha impedito che lo stupefacente entrasse nella struttura detentiva. L’attività di verifica svolta durante gli accessi dei familiari rappresenta, nel caso specifico, il passaggio che ha consentito di individuare il materiale e procedere al sequestro.
La segreteria provinciale dell’Osapp ha collegato l’accaduto alle difficoltà operative con cui, a suo giudizio, si confronta quotidianamente il personale penitenziario. Il sindacato ha richiamato in particolare le carenze di organico, la scarsità di uomini e mezzi e le condizioni di lavoro ritenute difficili all’interno degli istituti.
La posizione dell’Osapp
Nel commentare il caso, l’Osapp ha sottolineato la professionalità e il senso del dovere degli agenti della Polizia Penitenziaria, evidenziando il loro ruolo nella sicurezza degli istituti. L’organizzazione ha sostenuto che la richiesta di garantire elevati livelli di sicurezza debba essere accompagnata da organici adeguati, mezzi sufficienti e condizioni di lavoro dignitose.
Il sindacato ha infine chiesto investimenti concreti per la Polizia Penitenziaria e un riconoscimento del lavoro svolto dal personale. Sul piano giudiziario, per la donna è scattata una denuncia in relazione al tentativo di introdurre la sostanza stupefacente nel carcere parmigiano.