La tragedia di via Bonomo ha spinto la Prefettura di Livorno ad avviare un sistema permanente per la prevenzione dei rischi legati allo stato di conservazione degli edifici. L’obiettivo è costruire una mappa delle criticità del patrimonio edilizio e individuare con maggiore tempestività le situazioni che potrebbero mettere in pericolo la pubblica incolumità.
Il progetto è stato esaminato durante una riunione convocata dal prefetto, alla quale hanno partecipato Comune e Provincia, Vigili del Fuoco, Genio Civile della Regione Toscana, Ordini e Collegi professionali, associazioni degli amministratori condominiali e rappresentanti della proprietà edilizia. Il confronto nasce dalla necessità di trasformare le segnalazioni e gli interventi effettuati negli ultimi anni in un quadro organico, utile a orientare controlli e opere di messa in sicurezza.
Una memoria per ogni edificio
Tra i dati richiamati dalla Prefettura c’è quello relativo all’età del patrimonio edilizio: circa il 70% degli edifici presenti in città risale a prima del 1960. L’epoca di costruzione, viene precisato, non è di per sé indice di pericolosità, ma rende ancora più importante conoscere caratteristiche, interventi e condizioni manutentive degli immobili.
Balconi, cornicioni, facciate, coperture e intonaci possono presentare nel tempo lesioni, infiltrazioni, deformazioni, distacchi o ferri scoperti. Per questo è stata proposta una sorta di cartella clinica dell’edificio, destinata a raccogliere la storia dell’immobile, le caratteristiche costruttive, i lavori eseguiti, le segnalazioni ricevute, gli interventi dei Vigili del Fuoco, le diffide e le ordinanze eventualmente emesse.
La ricognizione dovrà inoltre verificare gli episodi registrati dal 1° gennaio 2021 a oggi, incrociando le informazioni disponibili presso il Comune, i Vigili del Fuoco e gli altri soggetti coinvolti. Non saranno considerati soltanto gli interventi avviati, ma anche la conclusione delle procedure e l’effettiva realizzazione delle opere prescritte.
Priorità e gestione delle segnalazioni
La principale novità è la costituzione di un Gruppo tecnico permanente coordinato dalla Prefettura. Il gruppo dovrà definire un modello di mappatura progressiva basato su criteri tecnici oggettivi, senza limitarsi alla compilazione di un elenco di palazzi considerati pericolosi.
La valutazione terrà conto dell’epoca e della tipologia costruttiva, dello stato manutentivo conosciuto, della presenza di elementi aggettanti su spazi pubblici, delle precedenti segnalazioni o dei distacchi e del numero di persone potenzialmente esposte. Il sistema dovrà quindi distinguere diversi livelli di priorità e indicare quali situazioni richiedano un approfondimento immediato.
Sarà definita anche una procedura per la gestione delle segnalazioni, che potranno arrivare da cittadini, proprietari, amministratori di condominio, professionisti e operatori presenti sul territorio. Dovranno essere stabiliti il soggetto incaricato di riceverle, quello che dovrà svolgere la prima valutazione e i casi in cui sarà necessario coinvolgere tecnici o richiedere l’intervento urgente dei Vigili del Fuoco. Sarà chiarito anche chi dovrà verificare l’esecuzione delle misure prescritte.
Il monitoraggio riguarderà anche gli immobili pubblici. Comune e Provincia dovranno avviare o aggiornare le verifiche sui rispettivi patrimoni, con particolare attenzione agli edifici scolastici, controllando gli accertamenti già compiuti, i lavori realizzati, quelli programmati e l’eventuale permanenza di condizioni critiche.
Il prefetto ha richiamato una responsabilità condivisa tra istituzioni, proprietari, amministratori, professionisti e cittadini, distinguendola da eventuali responsabilità penali per i fatti di via Bonomo, che restano di competenza della Magistratura. La fase successiva prevede l’avvio del gruppo tecnico, la definizione di una scheda unica, dei criteri di priorità e della procedura per le segnalazioni. L’obiettivo indicato dalla Prefettura è rafforzare conoscenza, manutenzione e prevenzione, così da riconoscere prima i segnali di deterioramento.