Dopo la fine della storia, l’ex continua a perseguitarla con telefonate e messaggi da profili social fake

Un 38enne, già ammonito per stalking, è stato sottoposto a divieto di avvicinamento con applicazione del braccialetto elettronico. I suoi comportamenti hanno costretto l'ex compagna a cambiare abitudini di vita

Dopo la fine della storia, l’ex continua a perseguitarla con telefonate e messaggi da profili social fake

Nei giorni scorsi, a Bibione, i Carabinieri della locale Stazione, su delega della Procura della Repubblica di Pordenone, hanno eseguito una misura cautelare nei confronti di un 38enne, già destinatario di ammonimento del Questore per stalking. Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Pordenone, prevede il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, il divieto di comunicazione in qualsiasi forma e l’applicazione del braccialetto elettronico.

La denuncia

Come riferito dalla nota stampa diffusa dai Carabinieri di Venezia tramite il loro canale ufficiale, la misura nasce dalla querela presentata nell’ottobre 2025 dall’ex compagna alla Stazione dei Carabinieri, la quale ha riferito di aver intrapreso una relazione sentimentale col 38enne, durata circa un anno, dalla fine del 2023 al novembre 2024.

Dopo la fine del rapporto, secondo quanto denunciato, lui avrebbe iniziato a mettere in atto comportamenti persecutori, contattandola ripetutamente a tutte le ore del giorno e della notte. La vittima sarebbe stata costretta a bloccare il numero di telefono e i profili social, senza però riuscire a interrompere le molestie.

Messaggi, pedinamenti e minacce

Il 38enne, infatti, avrebbe creato numerosi profili social fittizi per continuare a contattarla. L’ex compagna ha riferito di aver ricevuto centinaia di messaggi e telefonate, arrivando in un’occasione a contarne circa 200 in una sola notte. Oltre ai contatti insistenti, la vittima sarebbe stata anche pedinata e minacciata, fino a subire minacce di morte.

Le indagini dei Carabinieri

L’attività investigativa, supportata anche dalla testimonianza delle persone informate sui fatti, ha consentito di ricostruire nel dettaglio la vicenda e documentare le condotte persecutorie, protrattesi dal dicembre 2024 fino a oggi.

Secondo quanto emerso, i comportamenti dell’ex avrebbero costretto la vittima a modificare le proprie abitudini di vita, provocandole un grave e perdurante stato di ansia e paura, oltre a un fondato timore per la propria incolumità. Da qui la necessità, valutata dall’Autorità Giudiziaria, di adottare una misura cautelare per prevenire ulteriori episodi.

Si precisa che il procedimento penale è tuttora in corso e che, in base al principio di presunzione di innocenza, la responsabilità dell’indagato potrà essere definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile di condanna.