Anguillara sabazia (RM)

Dopo il suicidio dei coniugi Carlomagno il paese chiede il silenzio: “No alla violenza del giudizio sociale”

L'appello al rispetto del sindaco, di cittadini e del parroco

Dopo il suicidio dei coniugi Carlomagno il paese chiede il silenzio: “No alla violenza del giudizio sociale”

Un paese attonito, attraversato da un dolore che non trova parole e che ora chiede rispetto. Anguillara Sabazia – ventimila abitanti a mezzora da Roma – si è svegliata in una domenica sospesa, segnata da una tragedia che ha travolto un’intera comunità e che continua a produrre onde di sgomento. Dal sindaco al parroco, dal centro antiviolenza ai cittadini, il messaggio è uno solo: fermarsi, tacere, riflettere. In silenzio, dopo il fragore della cronaca nera amplificato dai social.

A pochi giorni dal femminicidio di Federica Torzullo, per il quale è stato arrestato il marito Claudio Carlomagno, la spirale di dolore si è aggravata con il ritrovamento dei corpi senza vita dei genitori dell’uomo, trovati impiccati nella loro villetta. Una sequenza di eventi che ha spezzato ulteriormente l’equilibrio di una cittadina già provata. Chi conosceva Pasquale Carlomagno e Maria Messenio piange e rimane sgomento, non dandosi pace: “Un gesto estremo per una vergogna che non meritavano”, ha affermato tra le lacrime, parlando ai cronisti, una vicina di casa. Paolo Quatrini, parroco della chiesa Regina Pacis che ospiterà il funerale dei coniugi, ha scelto di non commentare pubblicamente, rinnovando una richiesta di raccoglimento: sul “dramma che ha colpito la nostra cittadina, la nostra comunità parrocchiale preferisce rimanere in silenzio per esprimere la nostra vicinanza a tutte le persone coinvolte, soprattutto attraverso la preghiera”.

Parole che fanno eco a quelle del sindaco Angelo Pizzigallo, affidate a un lungo post sui social: “Non ci sono parole ma solo silenzio. Sono ore di ulteriore dolore profondo per Anguillara Sabazia e per me personalmente”. Il primo cittadino ricorda anche il percorso umano e istituzionale condiviso con Maria Messenio, sua ex assessora alla legalità, sottolineando come quanto accaduto colpisca prima di tutto le persone, oltre ai ruoli.

Sotto il post, accanto a numerosi messaggi di cordoglio e partecipazione, emergono però anche commenti carichi di odio e giudizio. C’è chi accusa i media, chi si spinge oltre, riversando violenza verbale contro la coppia defunta. Ed è proprio su questo clima che è intervenuto l’avvocato Andrea Miroli, difensore di Claudio Carlomagno: “Purtroppo ancora ieri però si leggevano sui social messaggi come ‘quella donna ha fatto bene ad ammazzarsi avendo partorito un mostro’… dovremmo forse tutti esercitarci in una pedagogia collettiva affinché certe vicende non straripino dai confini prettamente giuridici”.

Un appello condiviso anche dal locale Centro antiviolenza: “La violenza del giudizio sociale, del chiacchiericcio, del pregiudizio, dello stigma, è una parte importante della confusione e della paura che le donne provano al pensiero di liberarsi”, si legge nel lungo post con la richiesta: “è il momento del silenzio. Del silenzio e del dolore. Nessuno si distragga dall’importante compito che insieme abbiamo di accogliere e rispettare la dignità della disperazione”. Sui social intervenuta anche la psicologa e criminologa Roberta Bruzzone: “Questa è una scena di violenza collettiva. Non è ‘cronaca’, non è ‘dibattito’, non è ‘libertà di espressione’”. Un monito che chiama tutti a una responsabilità più grande, mentre Anguillara prova, lentamente, a tornare a respirare.