Roma (RM)

La strage di Crans-Montana, la procura di Roma apre l’inchiesta

I gestori del Constellation domani dai magistrati svizzeri

La strage di Crans-Montana, la procura di Roma apre l’inchiesta

Omicidio colposo, lesioni gravi e incendio: anche la procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine sull’incendio di Crans-Montana costato la vita a 40 persone, sei delle quali italiane, con 116 feriti di cui 14 connazionali. Una mossa, quella dei magistrati romani, che dà alla vicenda giudiziaria sulla strage di Capodanno una dimensione internazionale dopo le analoghe iniziative giudiziarie della Francia e, oggi, del Belgio. Proprio la procura belga si è messa a disposizione delle autorità giudiziarie e di polizia elvetiche per l’esecuzione di eventuali atti d’indagine in Belgio, compresa – se necessaria – l’audizione di testimoni.

Il procedimento italiano è stato avviato dai pm della Capitale che, di norma, hanno competenza per episodi che coinvolgono cittadini italiani all’estero, anche sulla base di una comunicazione inviata dalla la Farnesina. Una nota in cui è contento l’elenco delle vittime e dei feriti della strage di capodanno provenienti dal nostro paese, così come accertato dalle autorità consolari che hanno fatto i riconoscimenti. E lunedì prossimo l’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado incontrerà la procuratrice generale del Canton Vallese Beatrice Pilloud, per fare il punto sulle indagini. L’ipotesi che l’inchiesta approdasse anche in Italia era stata caldeggiata mercoledì da Sébastien Fanti, uno degli avvocati delle famiglie coinvolte nella tragedia, che aveva parlato di una “competenza residuale” del nostro Paese, considerato il rilevante numero di connazionali coinvolti.

Venerdì, intanto, proprio nel giorno in cui la Svizzera si fermerà per ricordare le vittime dell’incendio del Constellation di Crans-Montana, i magistrati inquirenti di Sion sentiranno Jacques Moretti e Jessica Maric, proprietari francesi del bar andato a fuoco alle 1.30 del primo gennaio. Sarà per loro il primo interrogatorio da indagati per omicidio, lesioni e incendio colposi, dopo essere già stati sentiti dalla procuratrice generale del Vallese Béatrice Pilloud come persone informate sui fatti. Sull’origine tecnica dell’incidente ci sono ormai pochi dubbi: ad incendiare il soffitto del locale, ricoperto di schiuma fonoassorbente altamente infiammabile, è stato un piccolo fuoco di artificio posto su una bottiglia di champagne sollevata da una cameriera, a sua volta alzata all’altezza del soffitto da un altro dipendente del disco bar. Ma sono ancora tanti i nodi da sciogliere riguardanti, in particolare, le responsabilità e il rispetto delle norme di sicurezza.

L’interrogatorio, a cui prenderanno parte anche gli avvocati delle famiglie delle vittime, sarà un’occasione per la coppia, originaria della Corsica, ma con affari anche a Ginevra e a Cannes, di dimostrare la “piena collaborazione” dichiarata in un comunicato diffuso nei giorni scorsi. Ma anche per chiarire alcune circostanze emerse nelle ultime ore, e non confermate, secondo cui la donna, presente nel locale nel momento dell’incendio, sarebbe stata filmata da alcune telecamere di videosorveglianza mentre si allontanava dal locale durante l’emergenza. E proprio sullo stato di libertà dei coniugi Moretti che si sono concentrate le critiche dei legali delle famiglie. Dall’interrogatorio di domani lo stesso avvocato Fanti ha detto di sperare che questo porti “alla custodia cautelare dei due proprietari”.

Sull’altro fronte dell’inchiesta l’attenzione è tutta sulle responsabilità del Comune di Crans-Montana, che pare sempre più isolato dal punto di vista istituzionale. Lo stesso Governo del Vallese oggi non ha nascosto l’irritazione riguardo alle inadempienze sui controlli nel Constellation: “L’inchiesta – ha precisato un portavoce della Cancelleria di Stato del Vallese – dovrà stabilire eventuali falle nel sistema di controllo dell’esercizio”, ma “da parte sua, il Comune ha annunciato di non aver effettuato controlli negli ultimi cinque anni, circostanza che non corrisponde a quanto previsto dalla legislazione”.