La reiterazione di contratti di lavoro a tempo determinato nel pubblico impiego regionale è tornata all’attenzione della Corte dei Conti. Nell’udienza di mercoledì 28 ottobre, davanti alla Sezione giurisdizionale per la Valle d’Aosta, sono stati discussi diversi procedimenti nei quali la Procura regionale contabile contesta all’amministrazione un presunto danno erariale complessivo superiore a 137.800 euro.
Gli otto casi contestati
Al centro dell’indagine ci sono otto episodi di reiterazione di rapporti di lavoro temporanei, riferiti a un periodo compreso tra la metà degli anni Novanta e il 2011. Gli ex dipendenti della Regione, dopo essersi rivolti alla magistratura ordinaria, hanno ottenuto il riconoscimento di un risarcimento, in alcuni casi confermato anche in appello. L’amministrazione regionale ha quindi versato somme variabili tra sei e dodici mensilità percepite dai lavoratori.
Secondo la Procura contabile, quelle erogazioni costituiscono un danno comunitario che dovrebbe essere rifuso all’ente dai dirigenti che, all’epoca, sottoscrissero i provvedimenti attuativi delle delibere di Giunta. Gli atti riguardavano le graduatorie dei concorsi, il fabbisogno di personale, la copertura finanziaria e l’individuazione delle persone da assumere. Sono stati chiamati in giudizio Walter Lillaz, Ornella Badery, Lucia Ravagli Ceroni ed Enrico Formento Dojot, oggi pensionati o comunque non più in servizio al Dipartimento del personale di piazza Deffeyes.
Le tesi dell’accusa e delle difese
Il pm contabile Francesca Cozza ha precisato che l’addebito non riguarda il ricorso al contratto a tempo determinato in quanto tale, ma la sua reiterazione ritenuta abusiva. Per l’accusa, i dirigenti non possono essere considerati meri esecutori delle delibere della Giunta e avrebbero dovuto verificare se il fabbisogno avesse un carattere realmente temporaneo ed eccezionale. Avrebbero inoltre dovuto accertare che le mansioni assegnate non rientrassero tra quelle ordinarie dell’ente.
L’importo contestato è stato ridotto del 10 per cento per tenere conto del ruolo svolto dall’Esecutivo regionale, i cui componenti dell’epoca non sono stati citati a giudizio. Tutti i difensori hanno però sollevato l’eccezione di prescrizione. L’avvocato Giorgio Maggio, che assiste Ravagli Ceroni, ha ricordato che alcune sentenze della magistratura ordinaria sono arrivate nel febbraio 2020 e altre nel luglio dello stesso anno, mettendo in dubbio il momento dal quale dovrebbe decorrere il termine.
Le difese hanno contestato anche l’ampiezza del margine decisionale attribuito ai dirigenti. L’avvocato Fabrizio Callà, per Lillaz, ha sottolineato la presenza di concorsi e graduatorie che avrebbero limitato la possibilità di disapplicare gli atti e scegliere diversamente gli incarichi. Marco Briccarello, per Badery, ha evidenziato che la sua assistita è coinvolta per un solo contratto e ha richiamato una precedente archiviazione del 2022. Matteo Renzulli, difensore di Formento Dojot, ha ricordato altri decreti di archiviazione sulla stessa materia.
Nel corso dell’udienza è stato inoltre richiamato il precedente di casi analoghi, definiti con condanne dalla Sezione giurisdizionale di Aosta e successivamente riformati con assoluzioni dalle Sezioni centrali d’appello della Corte dei Conti. La decisione sui nuovi procedimenti, esaminati dal collegio presieduto da Massimo Chirieleison e composto da Giancarlo Astegiano, Cristiano Baldi e Laura Alesiani, è attesa prossimamente.