Si sono concluse le attività di accertamento degli scavi scattati nell’area della Casa del Jazz a Roma, a ridosso della villa che un tempo fu di Enrico Nicoletti, ritenuto cassiere della Banda della Magliana. Il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, ha convocato una conferenza stampa mercoledì pomeriggio in Prefettura con i vertici provinciali delle forze di polizia, il comandante provinciale dei vigili del fuoco e i rappresentanti della Fondazione Casa del Jazz, in cui verranno forniti dettagli. Sarà presente anche Guglielmo Muntoni, ex magistrato e ora presidente dell’Osservatorio sulle politiche per il contrasto alla criminalità economica della Camera di Commercio di Roma, che ha dato impulso alle ricerche.
I riflettori sulla casa del Jazz si sono accesi a novembre scorso. Muntoni ha ipotizzato l’esistenza di un tunnel ‘tombato’, chiuso circa 30 anni fa. Il suo sospetto era che quella galleria sia stata interrata per nascondere qualcosa come armi e gioielli – che la banda della Magliana avrebbe potuto recuperare attraverso una botola – e che all’interno potesse trovarsi anche il corpo di Paolo Adinolfi, il magistrato scomparso nel 1994 di cui si persero le tracce il 2 luglio di quell’anno. Gli ultimi accertamenti sono stati svolti ieri mattina: i carabinieri del Ris, la scientifica della Polizia sono tornati nei cunicoli alla ricerca di eventuali tracce ‘umane’ con il luminol e hanno riportato alla luce alcune bottiglie sulle quali verranno fatte una serie di analisi per verificare la presenza di saliva e impronte. Dai primi risultati, secondo quanto si apprende, sembrerebbe che non siano emersi elementi utili a riaprire il caso. Nel corso degli scavi di questi mesi sono anche stati trovati frammenti di ossa animale