Fabrizio Ciarapica annuncia il ricorso alle vie legali contro le persone che, secondo i vertici marchigiani di Futuro Nazionale, avrebbero diffuso elenchi di presunti tesserati con l’obiettivo di danneggiare il sindaco e il partito. La presa di posizione è arrivata durante una conferenza stampa organizzata al bar La Romana di Civitanova, alla presenza del coordinatore provinciale Pierpaolo Turchi, del vicario regionale Danilo Zampaloni e dell’avvocato Gianvittorio Galeota.
Al centro della vicenda ci sono alcune liste di iscritti attribuite al partito di Roberto Vannacci, tra cui un file Excel con oltre 600 nomi. Durante l’incontro, tuttavia, i dirigenti non hanno mostrato un elenco verificato e non hanno chiarito se i documenti circolati siano autentici o contraffatti. Ciarapica ha dichiarato di non aver mai visto quelle liste e di non disporre dei nominativi degli iscritti.
L’accusa di ricettazione ed estorsione
Galeota sostiene di avere documenti e testimonianze relativi a un presunto accordo tra più persone. Secondo la ricostruzione dell’avvocato, alcuni soggetti avrebbero contattato persone indicate negli elenchi proponendo loro di disconoscere l’iscrizione in cambio di un possibile guadagno. Da qui l’ipotesi, prospettata dai vertici del partito, di una condotta estorsiva ai danni del sindaco.
L’avvocato ha definito i tabulati un possibile corpo di reato, sostenendo che, se falsi, potrebbero configurare un’ipotesi di falso e, se autentici, la loro circolazione potrebbe derivare da un illecito. Le accuse dovranno essere sottoposte agli inquirenti attraverso le denunce annunciate. Nel corso dell’incontro non sono stati però forniti elementi pubblici tali da verificare l’autenticità dei documenti o la fondatezza delle contestazioni.
Il nodo dei nominativi
Interpellato sulla disponibilità degli elenchi, Ciarapica ha ribadito di non avere i nomi degli aderenti al partito. La stessa posizione è stata espressa da Pierpaolo Turchi, che ha mostrato la propria iscrizione spiegando di essere il coordinatore provinciale ma di non possedere la lista degli iscritti.
Secondo Ciarapica, i dati sarebbero conservati nella sede nazionale del partito nel rispetto della normativa sulla privacy. Il coordinatore regionale ha aggiunto che il file potrebbe contenere nomi reali e nomi inesistenti, oppure essere stato costruito interamente ad arte. I dirigenti hanno inoltre sostenuto che la diffusione di elenchi analoghi in Sardegna e Friuli sarebbe una coincidenza e che il caso marchigiano sarebbe legato a un interesse economico specifico.
Durante la conferenza è stato ricordato anche un precedente intervento sui social di Pia Perricci, oggi referente provinciale di Pesaro, che nei mesi scorsi aveva criticato il tesseramento nel partito parlando di adesioni acquistate. Ciarapica ha dichiarato di non conoscere il significato di quelle affermazioni, mentre Galeota le ha ricondotte a normali contrasti interni. Zampaloni ha infine espresso amarezza per il coinvolgimento di persone che, a suo dire, avrebbero voluto restare anonime. La vicenda resta ora affidata agli eventuali accertamenti delle autorità competenti.