CIVITANOVA MARCHE – Oltre 82 chilogrammi di prodotti alimentari privi di qualsiasi tracciabilità, tra cui teste di maiale bollite, trippa, stinchi bovini e suini, zampe di pollo e preparazioni a base di pesce e gamberi, sono stati sequestrati nel corso di un controllo che ha portato alla chiusura immediata di un ristorante etnico a Civitanova Marche (Macerata).
L’operazione, svolta lo scorso 7 gennaio, ha interessato anche un minimarket attiguo, entrambi riconducibili alla stessa gestione di nazionalità cinese in zona commerciale. Secondo quanto riferito dagli investigatori nella nota stampa diffusa dal Comune di Civitanova Marche, le condizioni riscontrate all’interno del ristorante sono apparse subito critiche sotto il profilo igienico-sanitario.
I locali – stando agli investigatori – presentavano pavimentazioni ricoperte da uno strato diffuso di grasso e polvere, una situazione estesa anche ai ripiani di lavorazione in acciaio e alle mensole del laboratorio. Particolarmente grave, sempre secondo quanto evidenziato durante l’ispezione, lo stato della cappa di aspirazione, intrisa di grasso stratificato e dotata di contenitori artigianali di fortuna per la raccolta dello scolo, mai svuotati da tempo.
Gli operatori hanno inoltre rilevato la presenza di scarti alimentari in un lavabo utilizzato in promiscuità con preparazioni destinate al consumo. Il controllo è stato eseguito in sinergia istituzionale dal nucleo tutela del consumatore della polizia locale di Civitanova Marche, dai militari del Nucleo antisofisticazione e sanità di Ancona e dai medici dell’Ast di Macerata, Servizio igiene degli alimenti vegetali e di origine animale.
Alla luce delle irregolarità riscontrate, i dirigenti medici dell’Ast hanno disposto l’immediata sospensione dell’attività di ristorazione fino al completo ripristino delle condizioni igieniche. Sul fronte amministrativo, nel minimarket sono state sequestrate due bilance metriche mai sottoposte alla necessaria revisione periodica.
Gli investigatori hanno inoltre contestato sanzioni per l’assenza del cartello obbligatorio sugli orari di apertura e per la non conformità della segnaletica relativa al divieto di fumo. Le operazioni si sono svolte con l’ausilio di un interprete, a causa della mancata conoscenza della lingua italiana da parte della titolare.
Nella nota, il comandante della polizia locale di Civitanova Marche, Cristian Lupidi, ha sottolineato come l’intervento rappresenti, secondo gli investigatori, “un esempio di efficace collaborazione tra istituzioni”, ribadendo che la sinergia tra polizia locale, Nas e Ast consente di agire per la tutela della salute pubblica e della trasparenza del mercato, inviando “un messaggio chiaro sul rispetto delle regole igieniche e commerciali”.