Trenta anni di carcere sono stati chiesti dal pubblico ministero Claudio Curreli per Giuseppe Blandino, 42 anni, imputato dell’omicidio volontario e dell’occultamento di cadavere del padre Salvatore. La richiesta è stata formulata il 29 ottobre 2026 davanti alla Corte d’Assise di Firenze, riunita nell’aula bunker.
Il procedimento riguarda la morte dell’uomo, che secondo l’accusa sarebbe stato ucciso il 23 giugno 2025 nella sua abitazione di via della Repubblica, a Quarrata. Il corpo venne poi nascosto e ritrovato circa un mese più tardi in un terreno alla Ferruccia, dietro un magazzino dove l’imputato lavorava e dimorava.
Le indagini sulla scomparsa
Le indagini dei carabinieri di Quarrata e Pistoia sono iniziate dopo la denuncia presentata dalle sorelle della vittima, che non riuscivano a mettersi in contatto con il fratello da alcuni giorni. Gli accertamenti hanno portato gli investigatori nella villetta di via della Repubblica, dove furono rilevati schizzi di sangue in cucina.
Nel corso della requisitoria, il pubblico ministero ha ripercorso le attività investigative svolte fino al ritrovamento del cadavere, avvenuto in un campo di via Branaccia, alla Ferruccia. Secondo la ricostruzione dell’accusa, Salvatore Blandino sarebbe stato colpito con un coltello alla testa e al collo, fino al fendente ritenuto mortale alla carotide.
La posizione dell’imputato
Giuseppe Blandino, detenuto in carcere dal luglio dello scorso anno, è difeso dall’avvocato Enrico Giuntini del Foro di Prato. L’imputato ha sempre sostenuto di aver agito per legittima difesa, una versione che si contrappone alla ricostruzione della procura.
Al termine della requisitoria, il pm ha quindi formulato la richiesta di condanna a 30 anni. La decisione dei giudici della Corte d’Assise di Firenze è attesa per il 10 dicembre.