È salita la tensione tra gli istituti superiori di Modena dopo la diffusione, nelle chat studentesche, di messaggi che invitavano a bloccare gli autobus, occupare le scuole e imitare le violenze avvenute in Francia. Gli appelli, comparsi nei gruppi frequentati da centinaia di ragazzi, contenevano riferimenti ad assalti, incendi e scontri con le forze dell’ordine.
A lanciare l’allarme sono stati insegnanti, dirigenti scolastici e famiglie. In alcune conversazioni si parlava anche di presunte armi, di aggressioni contro le ragazze e di attacchi a negozi e gioiellerie. Diverse segnalazioni, tuttavia, sarebbero risultate false o non verificate. Nonostante ciò, la circolazione degli avvisi ha provocato preoccupazione tra gli studenti e alcuni genitori hanno temuto che i figli non potessero entrare regolarmente a scuola.
Accertamenti sulle chat
La polizia di Stato ha avviato accertamenti per individuare gli autori dei messaggi e degli audio condivisi nelle conversazioni online. Al lavoro ci sono la Squadra mobile e la Digos, che stanno esaminando i contenuti diffusi e verificando eventuali collegamenti con episodi precedenti. Tra le ipotesi valutate c’è anche quella dell’istigazione a delinquere, qualora gli inviti alla violenza fossero riconducibili a persone determinate.
Le segnalazioni hanno riguardato soprattutto alcuni istituti tecnici e professionali del territorio. In una comunicazione rivolta agli alunni, una dirigente scolastica ha invitato a prestare la massima attenzione e a non partecipare ad attività illegali, dopo che nelle chat erano comparsi riferimenti a occupazioni violente, petardi, incendi e blocchi stradali. L’obiettivo dichiarato era evitare che i ragazzi venissero coinvolti in iniziative organizzate per emulazione.
Il rischio di emulazione
La preoccupazione si è inserita nel clima di allerta seguito alle manifestazioni e agli scontri registrati in Francia. A Modena, nei giorni scorsi, i carabinieri avevano denunciato alcuni minorenni in relazione all’assalto a un supermercato di via Rainusso. Anche per questo, gli investigatori stanno valutando con attenzione la portata dei nuovi messaggi e il possibile ruolo di un gruppo ristretto di giovani.
Al momento non risultano confermati gli episodi più gravi annunciati nelle chat, come la presenza di fumogeni davanti alle scuole o l’impiego di armi. Il pericolo principale resta però la diffusione incontrollata di contenuti falsi e l’eventuale emulazione da parte di studenti spinti a seguire il gruppo. Le autorità mantengono alta l’attenzione e puntano anche sul dialogo con i minori e sulla collaborazione con le famiglie.