Chiavari (GE)

Caso Andrea Demattei, il processo rischia di tornare alla fase preliminare

Sollevata dai difensori un’eccezione di incompatibilità della giudice: decisione attesa il 24, il dibattimento potrebbe ripartire da zero

Caso Andrea Demattei, il processo rischia di tornare alla fase preliminare

Potrebbe subire una brusca battuta d’arresto il processo per la morte di Andrea Demattei, il ragazzo di 14 anni deceduto nel gennaio 2023 dopo che la canoa su cui si allenava rimase incastrata contro un tronco sotto il Ponte della Maddalena, lungo il fiume Entella.

Nel procedimento sono imputati alcuni vigili del fuoco intervenuti nei soccorsi e due istruttori che accompagnavano il gruppo durante l’allenamento.

Nell’udienza di ieri, giovedì 9 aprile, al Tribunale di Genova sono stati ascoltati due giovani compagni di Andrea, che hanno descritto il percorso come adeguato al livello del gruppo e confermato che gli istruttori avevano verificato l’uso corretto delle dotazioni di sicurezza, ricordando anche di non rimuovere il paraspruzzi in caso di difficoltà.

Il possibile punto di svolta è arrivato durante l’audizione di uno dei vigili del fuoco chiamati come testimone: è emerso infatti che la sua posizione era stata in passato archiviata dalla giudice Carla Pastorini. Successivamente, la stessa magistrata ha ricoperto il ruolo di giudice dell’udienza preliminare nello stesso procedimento.

Su questo aspetto le difese hanno sollevato un’eccezione di possibile incompatibilità funzionale, sostenendo che un giudice già intervenuto in una fase precedente non possa pronunciarsi in una fase successiva dello stesso caso.

La decisione è attesa per la prossima udienza, fissata per venerdì 24. Se l’eccezione dovesse essere accolta, il dibattimento svolto finora potrebbe essere annullato e il procedimento tornare alla fase preliminare, con un inevitabile allungamento dei tempi.