La notte fra sabato e domenica, gli abitanti di Sant’Angelo, frazione del territorio lucchese, sono stati svegliati dal suono delle campane della chiesa. A mezzanotte, per circa un quarto d’ora, il campanile ha diffuso un doppio a festa, interrompendo il riposo di diversi residenti e chiudendo in modo inatteso la serata organizzata dal Gruppo attività di Sant’Angelo.
Secondo quanto ricostruito, dietro l’iniziativa ci sarebbe stato il diacono della frazione. Il gesto sarebbe stato compiuto per sollecitare la conclusione della festa e, soprattutto, della musica oltre la mezzanotte, così da evitare ulteriori disturbi al vicinato. La serata, intitolata Disco storia, si era infatti protratta fino a quell’ora. Il suono delle campane, però, ha finito per provocare nuove lamentele tra i residenti.
Le segnalazioni dei cittadini
Dopo l’accaduto, alcuni cittadini hanno segnalato la vicenda ricordando che, durante la notte, le campane possono essere utilizzate soltanto in situazioni eccezionali, come incendi, alluvioni o altre emergenze. La conclusione musicale dell’evento non rientrerebbe quindi tra i casi che giustificano l’attivazione del campanile in orario notturno.
Il tema al centro della discussione riguarda proprio il rumore dopo la mezzanotte. A Sant’Angelo era stato chiesto di non far suonare le campane nelle ore notturne per tutelare il sonno degli abitanti. Il diacono avrebbe interpretato come un controsenso il fatto che, mentre i rintocchi venivano limitati, la musica della festa potesse proseguire oltre l’orario indicato. Da qui sarebbe nata la decisione di far risuonare le campane per segnalare la necessità di chiudere la serata.
Il confronto con la diocesi
Contattato per fornire la propria versione, il diacono ha scelto di non intervenire direttamente sulla vicenda. La motivazione attribuitagli sarebbe quella di aver agito in obbedienza al vescovo e di non voler alimentare una provocazione, ritenendo preferibile affrontare la questione all’interno della comunità ecclesiale e trovare una soluzione condivisa.
Sull’episodio è intervenuto anche l’arcivescovo di Lucca, Paolo Giulietti, che ha definito il suono delle campane un uso improprio. Il presule ha spiegato che l’accaduto ha avviato un percorso di dialogo, con l’obiettivo di arrivare a un accordo per disciplinare le attività dell’associazione organizzatrice. Secondo Giulietti, l’evento avrebbe oltrepassato le possibilità dell’associazione, ma proprio da un’azione non corretta potrebbe svilupparsi un confronto utile a definire regole condivise per il futuro.