Cadavere trovato a Taleggio, scarcerato Nouri Hedhili: è stato un tragico incidente. Nel pomeriggio di martedì 13 gennaio le porte del carcere si sono aperte per Nouri Hedhili. Il 53enne tunisino, arrestato il 6 gennaio con l’accusa di omicidio volontario, è tornato in libertà dopo che le indagini hanno chiarito le circostanze della morte di Hassan Saber Qamer Ahmed Matried, egiziano di 43 anni, ospite del Cento di accoglienza straordinaria migranti di Sotto il Monte.
Cadavere trovato a Taleggio, scarcerato Nouri Hedhili: è stato un tragico incidente
Il corpo di Matried era stato ritrovato a Taleggio. A portarlo fin lì era stato lo stesso Hedhili, che nei giorni successivi al ritrovamento aveva fornito agli inquirenti versioni contrastanti dei fatti, alimentando sospetti e portando al suo fermo. La vittima aveva svolto alcuni lavoretti nella casa dell’uomo a Verdellino, un rapporto informale che ora si è rivelato centrale per ricostruire quanto accaduto.
Con il proseguire degli accertamenti, che hanno coinvolto anche la moglie e la figlia dell’indagato, l’ultima ricostruzione fornita da Hedhili ha trovato riscontri: la morte di Matried non sarebbe stata violenta, ma conseguenza di un tragico incidente avvenuto mentre l’uomo stava lavorando sul tetto dell’abitazione. Una caduta fatale, improvvisa, che ha cambiato il corso delle vite di entrambi.
Alla luce di questi elementi, la Procura ha chiesto la revoca della misura cautelare. Il gip Michele Ravelli, nel pomeriggio del 13 gennaio, ha disposto la scarcerazione di Hedhili. A riaccompagnarlo dalla famiglia è stato il suo avvocato, Simone Inno, che lo assiste insieme al collega Gianluca Paris. Una vicenda che, da presunto omicidio, si chiude ora come una storia di lavoro precario e di una morte accidentale, maturata in silenzio tra i tetti di una casa di provincia.