Ugo Boggi lascia la chirurgia generale dell’Università di Pisa per approdare a quella dell’Università Cattolica di Roma, con il trasferimento della sua attività clinica al Policlinico Gemelli. La scelta, ha spiegato lo stesso professore, non nasce da una rottura con l’Aoup o con l’ateneo pisano, ma dalla volontà di sviluppare nuovi progetti nel campo dei trapianti e della chirurgia oncologica.
Il passaggio è stato condiviso e gestito con i vertici delle quattro istituzioni coinvolte. Una convenzione, una volta approvata, dovrebbe consentire a Boggi di proseguire in forma parziale anche l’attività chirurgica e ambulatoriale a Pisa. Il professore ha sottolineato inoltre che nel capoluogo toscano resterà un gruppo di lavoro solido, considerato essenziale per dare continuità ai percorsi avviati negli anni.
La chirurgia robotica e i trapianti
Tra le ragioni della scelta c’è innanzitutto la possibilità di imprimere un nuovo impulso alla tecnica del trapianto mini-invasivo. Boggi ricorda di avere eseguito nel 2010 il primo trapianto robotico di pancreas al mondo e il primo trapianto robotico di rene in Europa, secondo a livello globale.
Secondo il professore, la prosecuzione di questo percorso richiede oggi condizioni organizzative diverse. A Roma troverà una gestione della dotazione robotica orientata in modo prioritario ai trapianti, mentre all’Aoup il modello è stato definito trasversale, con l’obiettivo di utilizzare il robot il più possibile, indipendentemente dall’équipe che lo impiega.
Un altro fronte riguarda lo sviluppo dei trapianti da animale. Boggi ha spiegato che la sperimentazione sugli organi di origine animale, in particolare sui maiali, sarebbe arrivata a una fase avanzata. L’ingegneria genetica, secondo quanto riferito dal chirurgo, punta a rendere gli organi sempre più compatibili con i singoli riceventi. L’obiettivo indicato è fare in modo che sia Pisa sia Roma possano candidarsi a un ruolo di primo piano nell’eventuale accreditamento della tecnica sperimentale.
La ricerca sul tumore al pancreas
Il trasferimento nella capitale dovrebbe permettere anche di rafforzare la ricerca sul tumore al pancreas, patologia che Boggi descrive come in crescita. Nel corso di vent’anni, ha ricordato, a Pisa sono stati operati numerosi pazienti, arrivati anche dagli Stati Uniti per sottoporsi alle cure.
Il nuovo incarico, nelle intenzioni del professore, servirà a consolidare i collegamenti tra strutture e gruppi di ricerca, con possibili ricadute per entrambi gli atenei e per i rispettivi ospedali. La prospettiva indicata è dunque quella di una collaborazione più ampia, non di un distacco definitivo dalla realtà pisana.
Sul rapporto con i pazienti, Boggi ha infine ribadito che la convenzione dovrebbe permettergli di operare ancora a Pisa. Ha richiamato anche l’accordo già esistente tra il Policlinico Gemelli e la clinica San Rossore, che consente alla struttura pisana di ospitare il professor Stanislao Rizzo, specialista di oculistica.