Biella (BI)

Bloccato a Biella un pacco con droga presunta e tre cellulari

Gli operatori hanno fermato il materiale prima dell’ingresso nell’area penitenziaria; il sindacato domanda riconoscimenti.

Un tentativo di introdurre all’interno della Casa circondariale di Biella un pacchetto contenente, secondo le prime valutazioni, sostanza stupefacente e tre telefoni cellulari è stato bloccato dal personale della Polizia Penitenziaria. L’intervento è avvenuto nella giornata di ieri, intorno alle 16, durante il servizio di vigilanza esterna dell’istituto.

La ricostruzione dell’episodio è stata diffusa dalla FNS CISL. Gli operatori impegnati nel turno, coordinati dal responsabile della Vigilanza esterna, avrebbero intercettato il pacco prima che potesse oltrepassare l’area esterna della struttura penitenziaria. All’interno, oltre alla sostanza stupefacente ancora da verificare, sarebbero stati presenti tre apparecchi telefonici cellulari pieghevoli, descritti come dispositivi di ultima generazione, completi dei relativi caricabatterie.

Il materiale fermato all’esterno

Il contenuto del pacchetto viene indicato dal sindacato come presunto: dal testo non emergono ulteriori dettagli su eventuali analisi, sequestri formali o sviluppi investigativi. L’azione si è quindi conclusa con il blocco del materiale nell’area di intercinta dell’istituto, impedendone l’ingresso nella casa circondariale.

La federazione sindacale attribuisce l’esito dell’operazione alla capacità investigativa e all’attenzione del personale addetto alla vigilanza esterna. Nella nota, la FNS CISL Piemonte Orientale sottolinea inoltre le difficoltà operative degli istituti penitenziari, sostenendo che i tentativi di introduzione dall’esterno sarebbero diventati più articolati anche per l’impiego di tecnologie avanzate.

La richiesta del sindacato

La stessa organizzazione evidenzia una presunta sproporzione tra l’evoluzione delle modalità utilizzate per tentare di eludere i controlli e gli strumenti a disposizione degli agenti. Il sindacato richiama anche la carenza di organico e la condizione di affaticamento del personale della Polizia Penitenziaria, elementi che, secondo la nota, renderebbero ancora più gravoso il lavoro di vigilanza.

In conclusione, la FNS CISL ha chiesto che gli operatori coinvolti nell’intercettazione e il responsabile che ha coordinato il servizio siano proposti per le ricompense previste dalla normativa. La richiesta riguarda il riconoscimento dell’attività svolta nel corso del turno, mentre sull’eventuale presenza e natura della sostanza contenuta nel pacchetto non vengono forniti ulteriori elementi.