Jesi (AN)

Blitz a Jesi: sequestrato un centro massaggi

Gli accertamenti hanno ricostruito un’attività con prestazioni sessuali a pagamento e individuato la responsabile insieme ad altre persone

Un centro massaggi di Jesi è stato sottoposto a sequestro dopo un’attività di osservazione e pedinamento condotta dal personale del commissariato cittadino. Secondo quanto ricostruito dagli agenti, l’esercizio, aperto con orario continuato e con una pausa soltanto nel cuore della notte, sarebbe stato utilizzato come casa di prostituzione.

Gli accertamenti sono partiti dall’insolito viavai registrato attorno ai locali. Le verifiche avrebbero permesso di appurare che all’interno si alternavano regolarmente diverse donne di origini extracomunitarie, con l’obiettivo di garantire continuità alla clientela. Per attirare i frequentatori sarebbero state utilizzate anche inserzioni online.

Gli accessi attraverso il retro

Le persone interessate, secondo la ricostruzione degli investigatori, non avevano bisogno di effettuare una prenotazione. I clienti raggiungevano la struttura passando da un ingresso sul retro, dotato di parcheggio, e accedevano ai locali semplicemente suonando il campanello. All’interno sarebbero state offerte prestazioni sessuali a pagamento.

Gli elementi raccolti durante l’attività investigativa hanno portato a individuare nella titolare, una donna di origini extracomunitarie, la persona che avrebbe favorito e sfruttato la prostituzione delle giovani all’interno dei locali. A suo carico è stata ipotizzata anche l’aggravante legata al rapporto di lavoro con le donne impiegate nella struttura.

Il provvedimento dell’autorità giudiziaria

L’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro dell’immobile. Il provvedimento è stato eseguito dagli operatori del Commissariato di pubblica sicurezza di Jesi, con il supporto della Polizia Locale jesina, che aveva collaborato alle indagini.

Durante l’intervento, all’interno della struttura sono state trovate la titolare, altre due donne e un uomo in compagnia di una delle due dipendenti. L’operazione ha concluso gli accertamenti avviati dopo le segnalazioni legate alla presenza continua di persone e alle modalità di accesso ai locali.