Una bambina di circa tre anni sarebbe caduta in acqua dal nuovo pontile per i taxi boat situato in fondo a viale Geno, a Como. A riferire l’episodio è Nasui Vasile, titolare della società Como Rivento, una delle imprese che utilizzano l’approdo dopo il trasferimento degli imbarchi turistici da Sant’Agostino.
Secondo il racconto dell’operatore, la bambina sarebbe stata afferrata per le gambe da alcune persone presenti sul posto, prima di finire completamente nel lago. Il fatto sarebbe avvenuto martedì 1° settembre, tra mezzogiorno e le 14, mentre il lago era particolarmente mosso. Non sono disponibili immagini del momento della caduta e l’episodio non può quindi essere verificato autonomamente. Vasile sostiene tuttavia che la scena potrebbe essere stata ripresa dalle telecamere di Csu.
Onde sopra il pontile
La segnalazione si inserisce nelle proteste già espresse dagli operatori della nautica professionale sulle condizioni del nuovo punto di imbarco. Nei video realizzati sul posto, secondo quanto riferito, le onde investono la struttura mentre vi si trovano turisti e addetti alle imbarcazioni. Vasile afferma che l’acqua sarebbe arrivata fino a 50 centimetri sopra il pontile, bagnando le persone in attesa.
Durante una delle fasi di maggiore moto ondoso, alcuni turisti avrebbero avuto l’acqua fino alle ginocchia e sarebbero stati costretti a fronteggiare una situazione di paura. Si tratta della valutazione degli operatori: spetterà agli enti competenti stabilire se l’approdo presenti effettivi problemi di sicurezza o se le condizioni osservate siano riconducibili a una particolare situazione del lago.
I timori per le persone più fragili
La preoccupazione riguarda soprattutto bambini piccoli e persone con difficoltà motorie. Vasile sostiene che un’onda improvvisa potrebbe mettere in pericolo chi si trova sul pontile, in particolare una persona in carrozzina o un bambino che cammina tenuto per mano dai genitori. L’episodio della bambina, sempre secondo il suo racconto, avrebbe reso concreto un rischio già segnalato dagli operatori.
Le onde, inoltre, avrebbero complicato anche le operazioni di imbarco. In uno dei filmati citati dal titolare di Como Rivento, un addetto sarebbe rimasto aggrappato contemporaneamente alla barca in movimento e al pontile, con il rischio di essere trascinato o di perdere il controllo dell’imbarcazione. Anche in questo caso, la dinamica e le condizioni di sicurezza dovranno essere valutate dagli enti preposti.
Lo spostamento da Sant’Agostino a viale Geno aveva già alimentato dubbi sull’organizzazione degli imbarchi e sulle conseguenze pratiche per le attività che effettuano tour sul Lago di Como. Con il lago mosso, la contestazione si concentra ora sulla possibilità di utilizzare il nuovo approdo in condizioni diverse, valutando eventuali limitazioni o modifiche per evitare che un episodio di paura possa trasformarsi in un incidente più grave.