Toscana

Autista aggredita sul bus, cinque giorni di prognosi

La dipendente è caduta al capolinea dopo l’attacco con una busta della spesa

Un’autista di Autolinee Toscane è stata aggredita mentre si trovava a bordo di un autobus della linea 8. L’episodio è avvenuto martedì 1 settembre 2026, intorno alle 11, durante il tragitto tra la stazione ferroviaria di piazza Dante e piazza San Francesco, a Pistoia. La conducente, che doveva prendere servizio proprio al capolinea, viaggiava in piedi accanto al collega nella cabina di guida per il trasferimento della tratta.

Secondo quanto riferito dalla Filt Cgil, durante il viaggio un passeggero avrebbe iniziato a rivolgerle insulti e contestazioni legate a presunti disservizi. La discussione sarebbe proseguita per tutta la corsa. La lavoratrice avrebbe quindi invitato l’uomo a utilizzare i canali ufficiali dell’azienda per presentare eventuali reclami. Una volta raggiunta piazza San Francesco, la situazione è degenerata.

L’aggressione al capolinea

Mentre la donna stava scendendo gli scalini del mezzo per iniziare il turno, il passeggero le avrebbe lanciato contro la schiena una busta della spesa piena. Il colpo l’ha fatta cadere a terra. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Capostrada, che hanno raccolto le testimonianze della conducente e delle persone presenti.

La dipendente è stata soccorsa da un’ambulanza del 118 e trasferita al pronto soccorso dell’ospedale San Jacopo. Dopo gli accertamenti è stata dimessa con una prognosi di cinque giorni. La Filt Cgil ha chiesto ad Autolinee Toscane di valutare iniziative legali sulla base degli accertamenti delle forze dell’ordine e di rafforzare le misure di protezione sui mezzi, a partire dalle cabine di guida chiuse.

Le richieste dei sindacati

Fit-Cisl, Uil Trasporti, Faisa-Cisal e Ugl Autoferrotranvieri di Pistoia hanno espresso solidarietà alla collega e condannato l’accaduto. Le organizzazioni denunciano una crescente frequenza di episodi ai danni del personale viaggiante e chiedono interventi immediati e strutturali per tutelare lavoratori e passeggeri.

Tra le proposte indicate figurano l’installazione di cabine anti-intrusione, il potenziamento della videosorveglianza e protocolli di emergenza più efficaci, comprensivi di assistenza psicologica e legale per chi subisce aggressioni. I sindacati chiedono inoltre pene più severe e l’istituzione del cosiddetto Daspo sui bus, cioè il divieto di utilizzare il trasporto pubblico per le persone responsabili di aggressioni o comportamenti violenti. Per le sigle, la sicurezza sui luoghi di lavoro e a bordo dei mezzi non può essere considerata un costo, ma un diritto.