Toscana

Associazione: «L’erosione non è colpa del porto»

Silvia Dell’Amico e Gianni Ilari contestano le accuse ambientaliste e chiedono verifiche rigorose sugli equilibri del litorale.

Il ruolo dello scalo di Marina di Carrara nell’erosione del litorale torna al centro del dibattito. A intervenire è l’associazione Città al centro dai monti al mare, presieduta da Silvia Dell’Amico e Gianni Ilari, che contesta le posizioni degli ambientalisti contrari all’ampliamento dell’infrastruttura.

Secondo i rappresentanti del sodalizio, attribuire al porto la responsabilità principale dei fenomeni erosivi registrati tra la costa apuana e quella lunense sarebbe una semplificazione priva di adeguate conferme scientifiche. L’associazione sostiene invece che l’analisi debba concentrarsi sul ruolo dei corsi d’acqua e sull’equilibrio complessivo dei sedimenti lungo il litorale.

Il ruolo del fiume Magra

Nella ricostruzione proposta da Dell’Amico e Ilari, per decenni il fiume Magra non avrebbe garantito apporti solidi significativi verso il mare. La carenza di sedimenti fluviali viene indicata come la causa primaria dell’erosione. I segnali di ripresa osservati a Fiumaretta e Marinella, sempre secondo l’associazione, coinciderebbero con la ripresa del trasporto di materiale da parte del fiume.

Il sodalizio esclude inoltre un ruolo determinante del porto nella storica erosione di quelle aree, sottolineando la distanza tra lo scalo e i tratti di costa interessati. Ogni opera a mare, viene riconosciuto, può modificare il flusso dei sedimenti, ma le dinamiche litoranee tenderebbero nel tempo a raggiungere un nuovo equilibrio.

La proposta delle soffolte

A sostegno della propria posizione, l’associazione richiama anche uno studio dell’ingegner Giuliano Arrighi, ex dirigente della Provincia, realizzato con l’Università di Bari e dedicato alle cosiddette soffolte. Si tratta di barriere parallele alla spiaggia che, secondo quanto riferito, avrebbero prodotto risultati positivi nei tratti di Marina di Massa in cui sono state installate.

La proposta è di valutare questo sistema prima di destinare ulteriori risorse ai ripascimenti, interventi che l’associazione considera costosi e destinati a perdere efficacia dopo le mareggiate. Il progetto era stato discusso anche dal Rotary Carrara e Massa, che in precedenti incontri aveva esaminato e sostenuto l’ipotesi elaborata da Arrighi.

Dell’Amico e Ilari chiedono infine che il confronto sulla difesa della costa si basi su studi verificabili e su una valutazione complessiva degli equilibri marini. Nel documento diffuso, l’associazione contesta l’assenza di analisi d’impatto ritenute definitive e invita a superare le contrapposizioni ideologiche nelle decisioni sulle infrastrutture del territorio.