È stata arrestata in flagranza una donna italiana di 58 anni, accusata di maltrattamenti aggravati nei confronti di una persona di 86 anni, disabile e non autosufficiente. I fatti sono avvenuti ad Arquà Polesine, dove la 58enne avrebbe dovuto occuparsi dell’assistenza quotidiana dell’anziana.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le condotte sarebbero andate avanti almeno dall’aprile scorso. I carabinieri della stazione del paese hanno raccolto le testimonianze di familiari e vicini di casa della vittima, intervenuti dopo aver notato o riferito episodi preoccupanti, e hanno successivamente svolto intercettazioni ambientali nell’abitazione.
Le accuse della procura
Alla 58enne vengono contestati maltrattamenti fisici e verbali nell’ambito del rapporto continuativo di cura. La persona assistita, affetta da disabilità e da grave deterioramento cognitivo, non sarebbe stata in grado di camminare e sarebbe dipesa completamente dall’aiuto altrui per le attività quotidiane.
Nel dettaglio, la ricostruzione trasmessa dalla procura parla di urla, ingiurie, bestemmie e rimproveri, oltre a intimazioni a tacere e a restare ferma. La donna avrebbe inoltre colpito l’anziana con schiaffi e percosse al corpo e le avrebbe tirato i capelli, sottoponendola a un regime abituale di sopraffazione e sofferenza fisica e morale.
Le richieste dell’accusa
Le condotte contestate sarebbero proseguite nonostante le richieste dell’anziana di fare piano e di smettere, così come nonostante le sue manifestazioni di dolore e il pianto. Per la procura, la 58enne avrebbe approfittato delle condizioni di particolare vulnerabilità legate all’età avanzata, al decadimento cognitivo e alla compromissione dell’autonomia personale e motoria.
Le indagini sono state condotte dai carabinieri di Arquà Polesine su delega e sotto il coordinamento della procura della Repubblica. Gli elementi raccolti comprendono le sommarie informazioni di persone informate sui fatti, tra cui parenti e vicini, e le registrazioni delle intercettazioni ambientali. La procura ha chiesto la convalida dell’arresto e l’applicazione degli arresti domiciliari per l’indagata.