Venaria Reale (TO)

Arbitra di 16enne insultata e padre picchiato sugli spalti

La mamma è stata insultata e spintonata: tutto davanti al fratellino di 12 anni

Arbitra di 16enne insultata e padre picchiato sugli spalti

Un pomeriggio di sport si è trasformato in un brutto episodio di cronaca sabato 26 aprile, al campo Don Mosso di Venaria Reale. Durante la sfida del campionato Under 17 femminile tra Venaria e Torino FC, la violenza degli adulti ha preso il sopravvento sui valori del calcio giovanile.

Un rigore scatena la furia

La tensione è esplosa al 91′ minuto, quando la direttrice di gara, una ragazza di soli 16 anni e della sezione Aia di Chivasso, ha concesso un calcio di rigore a favore del Torino. La trasformazione del penalty ha sancito il 4-3 finale per i granata, ma al fischio finale la situazione è degenerata. Secondo quanto ricostruito dal giudice sportivo, un gruppo di meno di dieci sostenitori della squadra di casa, in gran parte genitori delle calciatrici, ha iniziato a insultare pesantemente la giovane arbitra. Alcuni hanno tentato di scavalcare la rete di recinzione, passando poi dalle offese verbali all’aggressione fisica contro i familiari della ragazza, presenti in tribuna per sostenerla.

L’aggressione in tribuna e il grido di vergogna

Il bilancio dell’aggressione è grave: il padre dell’arbitra è stato colpito con un pugno al volto, riportando un sanguinamento al labbro, mentre la madre è stata insultata e spintonata, il tutto davanti al fratellino di 12 anni della direttrice di gara. In questo scenario di caos, il dettaglio più toccante arriva dal campo. Una giovane calciatrice del Venaria, vedendo il comportamento del proprio genitore, ha gridato: “Papà, smettila, mi stai facendo vergognare”.

La reazione della società e del giudice sportivo

Il giudice sportivo Armando Francia ha descritto uno stato di paura, tensione e frustrazione vissuto dalla giovane arbitra, che ha dovuto rifugiarsi negli spogliatoi con la famiglia in attesa delle Forze dell’Ordine. L’Asd Venaria Reale ha reagito con estrema fermezza attraverso un comunicato ufficiale del presidente Giovanni Pasquale. La società ha garantito sostegno legale totale alla famiglia dell’arbitra per ogni eventuale azione civile o penale. Inoltre, è stato stabilito il daspo societario e l’interdizione immediata dalle strutture del club per i responsabili identificati. La società ha infine porto le scuse ufficiali alla direttrice di gara e ai suoi cari, definendo l’accaduto come un’offesa violenta ai valori del club.