Riva del Po (FE)

Anziani rapinati a Serravalle, quattro arresti dopo l’assalto

La coppia fu aggredita nella notte e due componenti del gruppo sono ancora ricercati

Quattro persone sono state arrestate per la rapina compiuta ai danni di una coppia di anziani nella loro abitazione di Serravalle, nel territorio comunale di Riva del Po. L’assalto risale alla notte del 5 ottobre 2025, quando una banda composta da sei persone fece irruzione nella casa mentre i due coniugi dormivano.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i malviventi immobilizzarono l’83enne e la moglie di 79 anni con del nastro adesivo, li picchiarono e li minacciarono con un coltello per farsi consegnare denaro e gioielli. Prima di allontanarsi, il commando avrebbe inoltre strappato le fedi nuziali dalle dita delle vittime.

Le conseguenze dell’aggressione

Le violenze hanno lasciato conseguenze pesanti. L’uomo, a causa delle percosse, ha perso l’udito dall’orecchio sinistro e oggi deve utilizzare un apparecchio acustico. La moglie, invece, è rimasta ricoverata per mesi in prognosi riservata e ha rischiato di morire. Il recupero non è ancora completo.

La coppia, profondamente segnata dall’accaduto, è stata costretta a lasciare la propria abitazione. Per il loro legale, l’avvocato Denis Lovison, il trauma continua a riproporsi nella vita quotidiana. Attraverso il difensore, i due hanno espresso gratitudine ai carabinieri e alla Procura per il lavoro svolto e fiducia nel percorso della giustizia.

L’inchiesta dei carabinieri

Gli arrestati sono tutti giovani di età compresa tra i 20 e i 27 anni e risultano domiciliati in Piemonte. Devono rispondere delle accuse di rapina pluriaggravata e lesioni personali di rilevante gravità in concorso. Le ricerche proseguono per individuare gli altri due componenti della banda, che al momento non sono stati arrestati.

Le indagini sono state condotte dai militari del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Ferrara, con il supporto dei colleghi di Copparo e Torino. Sulla base delle fonti di prova raccolte, il pubblico ministero Stefano Longhi aveva chiesto al giudice per le indagini preliminari l’adozione di una misura cautelare nei confronti dei sei indagati.

Il gip del Tribunale di Ferrara ha accolto la richiesta e ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistenti elementi legati alla particolare pericolosità e alla spregiudicatezza attribuite al gruppo. Quattro indagati sono stati quindi trasferiti in carcere, mentre per gli altri due l’attività investigativa continua.

All’indomani dell’operazione, il presidente dell’Unione dei Comuni Terre e Fiumi, Mirko Perelli, ha espresso, anche a nome della giunta e dei territori rappresentati, gratitudine al comandante provinciale dei carabinieri. Perelli ha definito l’intervento una risposta concreta alla richiesta di sicurezza della comunità.