Gli studenti dell’Iti di Ascoli hanno incrociato le braccia per protestare contro i disagi provocati dai lavori di adeguamento sismico dell’edificio. Davanti alla scuola sono comparsi cartelli e striscioni, tra cui quello con la richiesta di meno polvere e più sicurezza. I ragazzi hanno spiegato di non voler evitare le lezioni, ma di chiedere condizioni adeguate per poter frequentare l’istituto.
Da mesi, secondo la loro ricostruzione, le attività didattiche convivono con rumori, polvere e problemi legati al cantiere. L’intervento, affidato all’impresa I Platani dell’Aquila, avrebbe dovuto concludersi diversi mesi fa, ma i lavori sono ancora in corso. La protesta nasce anche dalla preoccupazione per alcuni episodi avvenuti all’interno dell’edificio e dalle difficoltà nel mantenere regolare la vita scolastica.
Le segnalazioni degli studenti
Lorenzo D’Ercoli, 17 anni, che intende candidarsi come rappresentante d’istituto e collabora con uno degli attuali rappresentanti, ha raccontato le principali criticità. La polvere avrebbe reso scivolosi alcuni corridoi, dove un paio di insegnanti avrebbero rischiato di cadere. Un errore su una tubatura ha inoltre provocato l’allagamento del laboratorio di informatica, descritto dagli studenti come una struttura di recente realizzazione e oggi interessata dalla muffa e in parte inutilizzabile.
Altre preoccupazioni riguardano le condizioni di alcune aule. In una classe, ha riferito D’Ercoli, i lavori per una colonna sono terminati a poca distanza da una crepa definita molto ampia. Gli studenti sostengono di comprendere la necessità del cantiere, ma chiedono una separazione più efficace tra le aree interessate dagli interventi e gli spazi utilizzati quotidianamente dalla comunità scolastica.
Le richieste alla scuola e all’impresa
I disagi, secondo i ragazzi, rendono più difficile anche realizzare i progetti ideati durante l’anno. Tra questi c’è un’attività per il monitoraggio delle temperature nelle classi, sviluppata nelle ore pomeridiane. La richiesta principale è avere tempi certi e ambienti sicuri, senza ulteriori promesse. Un sopralluogo è stato effettuato dopo l’annuncio dello sciopero e agli studenti è stato comunicato che le lavorazioni saranno concentrate dalle 13 alle 21, invece che al mattino.
Il dirigente scolastico Ado Evangelisti ha riconosciuto le difficoltà espresse dagli studenti, definendo comprensibile la loro posizione. Il preside ha incontrato i responsabili dell’impresa e il presidente della Provincia, auspicando l’individuazione di soluzioni. L’impegno indicato è di svolgere le attività prevalentemente nel pomeriggio e di proseguire anche la domenica, così da ridurre le interferenze con le lezioni.
Per gli studenti, tuttavia, la mobilitazione non rappresenta la conclusione della vicenda. Ricordando che una precedente protesta sui termosifoni aveva contribuito a risolvere il problema, chiedono ora che il cantiere venga portato a termine e che l’istituto possa tornare a offrire spazi sicuri e vivibili per lezioni, laboratori e progetti.