Alba (CN)

Alba, la denuncia della Caritas sui lavoratori della vendemmia

Sedici rifugi precari; paghe irregolari; migliaia di persone coinvolte nel raccolto 2026.

Dietro la vendemmia nelle Langhe e nel Roero emerge una realtà segnata da precarietà abitativa e vulnerabilità lavorativa. A descriverla è la Caritas diocesana di Alba nel rapporto L’altra vendemmia, dedicato alla stagione 2026. Il documento segnala lavoratori costretti a dormire all’aperto o in sistemazioni improvvisate, oltre a irregolarità nei contratti e nelle retribuzioni.

Durante la raccolta sono stati impiegati oltre 6.000 lavoratori, circa 3.000 dei quali stagionali e in gran parte provenienti dall’estero. Nell’Albese la Caritas ha individuato 16 insediamenti o rifugi di fortuna, un numero mai registrato in precedenza: circa 25 persone si trovavano nell’area del Parco Tanaro e altre otto in via Pola. Altri lavoratori hanno trovato riparo in giardini, garage, seminterrati, sottopassi e sotto i ponti.

Si tratta spesso di luoghi privi di acqua potabile, elettricità e servizi igienici. Il rapporto riferisce anche di situazioni di sovraffollamento e di posti letto offerti a prezzi compresi tra 200 e 300 euro al mese. La Caritas sottolinea inoltre che le persone incontrate ad Alba rappresentano meno del 5% della manodopera impegnata ogni giorno nei vigneti. Della maggior parte degli altri lavoratori restano poco conosciute le condizioni contrattuali, la provenienza e la qualità degli alloggi.

Le segnalazioni sul lavoro

Tra le criticità indicate figurano numerose segnalazioni di lavoro nero e grigio, buste paga non corrispondenti alle ore effettivamente svolte, compensi inferiori ai minimi sindacali, mancati pagamenti, orari prolungati e assenza di pause o giorni di riposo. Il rapporto richiama anche il ruolo delle realtà che forniscono personale alle aziende vitivinicole e il rischio che al loro interno operino intermediari riconducibili al caporalato.

Secondo la Caritas, l’elevato numero di lavoratori concentrati in una vendemmia breve e il sistema di intermediazione hanno contribuito ad aggravare la pressione sull’accoglienza. La mensa di via Pola ha distribuito 4.500 pasti, rispetto ai 2.500 abituali, mentre gli accessi al servizio docce sono stati circa 2.000. Sono aumentate anche le richieste di ospitalità nei dormitori e negli alloggi messi a disposizione dalla Caritas e da alcune parrocchie, oltre alla necessità di custodire bagagli e distribuire coperte e abbigliamento.

L’appello per soluzioni strutturali

Il vescovo di Alba, Marco Brunetti, ha definito preoccupante il quadro tracciato e ha chiesto di superare la gestione emergenziale dell’accoglienza. L’obiettivo indicato è costruire soluzioni strutturali e durature, così da evitare che la prossima raccolta riproduca le stesse condizioni per i lavoratori. Brunetti ha ringraziato volontari e collaboratori della Caritas, rivolgendosi però anche alle istituzioni civili e sociali.

La Caritas critica l’insufficienza di appelli, protocolli, raccomandazioni e progetti adottati finora. Nel rapporto viene chiesta una maggiore responsabilità alle aziende del settore, con l’auspicio di un maggior ricorso alle assunzioni dirette e di condizioni contrattuali regolari accompagnate da alloggi dignitosi.

Il documento sollecita inoltre più controlli nei vigneti, nelle abitazioni e nei casolari utilizzati per ospitare la manodopera, oltre che nei luoghi da cui ogni giorno partono auto e pulmini diretti verso i filari. La richiesta riguarda anche i punti di ritrovo e le modalità di intermediazione, pur riconoscendo l’impegno delle forze dell’ordine.

Per la Caritas, le condizioni denunciate non sono coerenti con l’immagine internazionale delle colline riconosciute dall’Unesco. Il rapporto considera il 2026 una delle annate peggiori per l’altra vendemmia e chiede che la riflessione coinvolga l’intero territorio. La questione resta aperta in vista della prossima raccolta: garantire condizioni di lavoro e di accoglienza dignitose alle migliaia di persone che contribuiscono alla produzione vitivinicola delle Langhe e del Roero.