Venerdì 9 ottobre il personale di Start Romagna sarà interessato da uno sciopero di 24 ore. L’astensione è stata proclamata dalle segreterie regionali dell’Emilia-Romagna e da quelle provinciali di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini di Filt Cgil, Fit Cisl, Faisa Cisal, Usb Lavoro Privato e Ugl Autoferro.
La mobilitazione nasce dall’aggressione subita il 5 ottobre da un autista dell’azienda in servizio sulla linea 9 di Rimini. Il conducente ha riportato lesioni con una prognosi di 20 giorni. Lo sciopero riguarderà tutto il personale dei bacini di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, nel rispetto delle fasce di garanzia previste dalla normativa.
Le contestazioni dei sindacati
Secondo le organizzazioni firmatarie, l’episodio non sarebbe isolato. Nei periodi recenti, sostengono i sindacati, si sono verificati altri incidenti e aggressioni a bordo degli autobus, sia nei servizi urbani sia in quelli extraurbani. Le criticità relative alle condizioni del servizio e alla tutela dei lavoratori sarebbero state segnalate più volte all’azienda, anche attraverso i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, senza risposte ritenute adeguate.
Al centro delle richieste c’è soprattutto la presenza di autobus privi di paratie di protezione per il posto guida. Per le sigle, questa situazione espone a rischi autisti, verificatori, passeggeri e utenti della strada. La richiesta è quindi quella di intervenire rapidamente sui mezzi e sull’organizzazione del servizio, prima che un’aggressione o un incidente possano avere conseguenze più gravi.
La richiesta di interventi immediati
La posizione dei sindacati è stata illustrata da Luigi Montesano per Filt Cgil, Rita Scarano per Fit Cisl, Carmelo D’Urso per Faisa Cisal, Giuseppe Montesano per Usb Lavoro Privato e Alberto Palmieri per Ugl Autoferro. Le organizzazioni chiedono risposte concrete per mettere in sicurezza il personale, i mezzi e il servizio di trasporto pubblico.
La protesta coinvolgerà dunque tre bacini territoriali della Romagna e si svolgerà con le limitazioni previste dalla legge per garantire i servizi essenziali. I sindacati spiegano di non voler attendere una nuova aggressione o un evento con conseguenze irreversibili prima di ottenere interventi sulle condizioni di sicurezza degli autobus e del lavoro a bordo.