Un infermiere è stato aggredito al Pronto soccorso del Policlinico Sant’Orsola di Bologna durante la tarda serata di martedì. L’episodio è avvenuto mentre il personale sanitario cercava di gestire un paziente in condizioni di grave agitazione psicomotoria, arrivato in ospedale accompagnato dagli operatori del 118.
Secondo la ricostruzione fornita dalla Cisl Fp, il paziente si sarebbe opposto con violenza ai tentativi dei soccorritori di trasferirlo sulla barella e consentirne l’accesso ai locali di cura. Per questo motivo è stato richiesto l’intervento degli infermieri del triage. Durante le manovre di contenimento, l’uomo sarebbe riuscito a liberare braccia e gambe, colpendo il personale presente.
L’intervento della polizia
Un infermiere è stato raggiunto da calci alle braccia e al collo. Il primo colpo sarebbe stato parato con un braccio, mentre un secondo lo avrebbe colpito violentemente alla zona cervicale. Il professionista, originario del Sud e residente da anni a Bologna, ha riportato un trauma contusivo per il quale sono state indicate cinque giornate di cure.
Rimasto sotto choc dopo l’aggressione, l’infermiere ha ricevuto anche un supporto psicologico. Il paziente si è calmato soltanto dopo l’arrivo della polizia, che ha registrato quanto accaduto. Gli agenti si riservano di procedere nel caso in cui il lavoratore decida di presentare denuncia.
Le reazioni di sindacato e istituzioni
La segretaria aziendale della Cisl Fp, Caterina Saponaro, ha denunciato il ripetersi di episodi di violenza nei confronti degli operatori sanitari e ha chiesto il rafforzamento delle misure di prevenzione e protezione nei servizi di emergenza. Il sindacato ha sottolineato la necessità di garantire condizioni di lavoro più sicure al personale impegnato nei pronto soccorso.
L’Azienda ospedaliero-universitaria ha espresso vicinanza e solidarietà al collega aggredito, assicurando il massimo supporto. L’assessore regionale alla Salute Massimo Fabi ha riferito che sono in corso interventi per implementare le procedure di sicurezza nelle aree più critiche e nei luoghi di maggiore contatto con i cittadini. Fabi ha inoltre richiamato la necessità di un cambiamento culturale nei rapporti con gli operatori del servizio sanitario.
Dalla minoranza, la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Marta Evangelisti ha chiesto interventi strutturali e immediati, ipotizzando presidi fissi di polizia negli ospedali più esposti, un potenziamento della videosorveglianza e la valutazione dell’utilizzo di bodycam per il personale. Le proposte riguardano anche l’estensione dei sistemi di protezione alle strutture sanitarie più isolate.