Torino (TO)

Addio a Guido Nasi studente giobertino aggredito nel ’99 a Dublino: trasformò la sua storia in un libro

La violenza alla quale fu sottoposto fu tale da renderlo muto e tetraplegico

Addio a Guido Nasi studente giobertino aggredito nel ’99 a Dublino: trasformò la sua storia in un libro

I torinesi che come me, tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila, hanno frequentato il liceo classico Vincenzo Gioberti di certo non hanno dimenticato il nome di Guido Nasi che ieri, 7 gennaio 2026, purtroppo è venuto a mancare.

Aveva 43 anni e solo 17 quando la sua vita incontrò un destino crudele durante quella che dovrebbe essere l’esperienza più bella: una vacanza studio all’estero.

Era in Irlanda, in un parco a Dublino insieme ad alcuni amici, quando un balordo lo prese a bottigliate in testa per rapinarlo. La violenza alla quale fu sottoposto fu tale da renderlo muto e tetraplegico. Dopo 45 giorni di coma, Guido si spostava in carrozzina, riuscendo a muovere solo la mano sinistra comunicando attraverso una sorta di tablet.

Erano anni, quelli, in cui non c’erano i social e per noi studenti del Gioberti questa storia fu per mesi avvolta nel mistero con poche informazioni e dettagli da leggere sul giornale o da carpire dagli insegnanti che poco raccontavano (soprattutto, credo, a noi delle classi prime), circostanza che rendeva il fatto ancora più spaventoso.

Nonostante tutto, Guido tornò a Torino si diplomò e continuò gli studi alla facoltà di matematica, scrisse poesie e racconti, fra cui Il lottatore (Golem edizioni, 2019), un’autobiografia realizzata con l’autore Massimo Tallone.

168 pagine in cui Nasi ripensa a tutta la sua vita ripercorrendo gli anni spensierati di bambino e di adolescente in eterna competizione con gli amici e alle prese con i primi sentimenti. Ma il libro di Guido è anche il resoconto doloroso e avvincente della sua lotta strenua con il male, il ‘parkinsonismo da trauma’ che, con la sua unica mano che esplorava la rete, aveva diagnosticato a se stesso.

Intanto, l’aggressore, condannato per rapina e tentato omicidio, ha scontato otto anni di carcere e poi è tornato in libertà. Purtroppo, come spesso accade in casi del genere, non ha mai chiesto scusa a Guido. Lo fecero invece molti irlandesi, sconvolti da tanta violenza nei confronti di un adolescente, con tante dimostrazioni di vicinanza e affetto e raccolte fondi mobilitate dai media, mentre lo Stato riconobbe un risarcimento.