Un pezzo della memoria di Lecco se ne va con la scomparsa di Aloisio Bonfanti, giornalista, scrittore e custode delle storie della città. La dolorosa notizia della sua morte è stata condivisa nella serata di oggi, lunedì 26 gennaio 2026, dal consigliere Corrado Valsecchi durante il Consiglio comunale di Lecco , suscitando commozione tra i presenti. In suo onore è stato osservato un minuto di silenzio, simbolo del rispetto e della gratitudine di tutta la comunità.
Addio a Aloisio Bonfanti, la penna storica di Lecco
Un pezzo della memoria di Lecco se ne va con la scomparsa di Aloisio Bonfanti, giornalista, scrittore e custode delle storie della città. Nato a Lecco nel 1939, Bonfanti ha dedicato oltre cinquant’anni alla cronaca e alla cultura locale, diventando una vera e propria istituzione del giornalismo lecchese. La notizia è stata condivisa oggi dal consigliere Corrado Valsecchi durante il Consiglio comunale, suscitando profonda commozione tra i presenti. In suo onore è stato osservato un minuto di silenzio, simbolo del rispetto e della gratitudine di tutta la comunità lecchese.
La carriera di Bonfanti iniziò negli anni ’60, quando cominciò a collaborare con testate locali come Il Giornale di Lecco, La Provincia e Il Giorno, raccontando la vita della città e i grandi eventi che ne hanno segnato la storia. Negli anni ha partecipato anche a programmi radiofonici e televisivi locali, diventando una voce riconoscibile per generazioni di lecchesi. La sua attenzione ai dettagli e la passione per la città gli hanno permesso di raccontare storie autentiche, dando spazio non solo ai fatti, ma anche alle emozioni e alle vite delle persone comuni.
Bonfanti non è stato solo giornalista: era anche uno storico e uno scrittore attento alla memoria della città. Tra le sue opere più importanti vi sono libri che documentano le vicende della Seconda guerra mondiale e della resistenza a Lecco, come Il cortile delle botti e dei sassi, testi che celebrano istituzioni locali come C.A.I. Lecco. Un secolo di storia 1874–1974, e opere che raccontano l’evoluzione della città nei secoli, come Il vecchio borgo: le vicende di Lecco dal 1784 al 1928. Grazie a queste pubblicazioni, Bonfanti ha saputo preservare la memoria collettiva e dare voce a storie spesso dimenticate, trasformandole in testimonianze preziose per le generazioni future.
Con Aloisio se ne va non solo un giornalista, ma un custode del nostro passato, un narratore instancabile della nostra comunità.
La città di Lecco piange così la scomparsa di un uomo che ha saputo raccontare la sua storia con passione e rigore, ma ne celebra anche l’eredità: le sue opere, i suoi articoli e le sue testimonianze rimarranno un faro per chiunque voglia conoscere e amare questa città. In un mondo che corre veloce, Aloisio Bonfanti ci lascia la preziosa lezione di fermarsi, ascoltare e raccontare, perché ogni storia merita di essere conservata.
Lecco oggi saluta un suo figlio illustre, ma le parole e le storie di Aloisio continueranno a vivere, testimoni silenziosi di una città e di un tempo che grazie a lui non saranno mai dimenticati.
Il ricordo del sindaco Mauro Gattinoni
” Ci sono persone che non si limitano a raccontare una città: la custodiscono. Aloisio Bonfanti è stato questo per Lecco. Giornalista, scrittore, volto televisivo, voce radiofonica, ma prima ancora memoria storica della nostra comunità. Nato a Lecco, nel cortile di via Ghislanzoni che lui stesso volle raccontare e restituire alla città in uno dei suoi libri, Aloisio ha attraversato quasi sessant’anni di giornalismo, accompagnando Lecco nella sua evoluzione, nei suoi passaggi più difficili e nei suoi momenti di orgoglio.
Il ricordo di Mauro Piazza
“Con la scomparsa di Aloisio Bonfanti, la città di Lecco perde non solo un giornalista di grande spessore, ma un testimone attento della sua storia e della sua comunità. La sua lunga carriera ha incarnato il valore civile dell’informazione, avvicinando le istituzioni ai cittadini e raccontando la città con passione, rigore e rispetto per le persone e per i fatti. Bonfanti non è stato solo un cronista: attraverso i suoi libri, le trasmissioni televisive, le manifestazioni pubbliche e la presenza costante nelle strade e nelle piazze di Lecco, ha saputo incarnare il senso più alto del giornalismo, quello che dà voce alle persone, racconta la realtà senza filtri e rafforza il tessuto civile della comunità. La sua capacità di seguire eventi grandi e piccoli, tragici o gioiosi, ha reso i lecchesi più consapevoli della propria identità e della propria storia.
Bonfanti non è stato solo un cronista: attraverso i suoi libri, le trasmissioni televisive, le manifestazioni pubbliche e la presenza costante nelle strade e nelle piazze di Lecco, ha saputo incarnare il senso più alto del giornalismo, quello che dà voce alle persone, racconta la realtà senza filtri e rafforza il tessuto civile della comunità. La sua capacità di seguire eventi grandi e piccoli, tragici o gioiosi, ha reso i lecchesi più consapevoli della propria identità e della propria storia.
Il ricordo di Aloisio Bonfanti resterà vivo nelle parole che ha scritto, nelle storie che ha narrato e nell’esempio di giornalismo civile e partecipativo che ha lasciato alla nostra comunità. Ai familiari e a tutti coloro che lo hanno conosciuto va il mio più sentito cordoglio”.

