La Procura generale della Cassazione ha chiesto di confermare la condanna a 8 mesi nei confronti dell’ex sindaco di Accumoli, Stefano Petrucci, per il crollo del campanile avvenuto durante il terremoto del 24 agosto 2016. Nel cedimento persero la vita quattro persone, appartenenti allo stesso nucleo familiare.
La richiesta è stata formulata dal procuratore generale nell’ambito del procedimento che riguarda le responsabilità per il crollo della struttura. In appello Petrucci era stato condannato per disastro e crollo colposo, mentre l’accusa di omicidio colposo era stata dichiarata prescritta.
La posizione dell’ex sindaco
Nello stesso processo è stata confermata l’assoluzione di Matteo Buzzi, direttore dei lavori del campanile. La decisione sulla posizione di Petrucci spetta ora alla Suprema corte, chiamata a valutare il ricorso e le motivazioni della sentenza di secondo grado.
Nella requisitoria scritta, il pg Roberto Patscot ha ritenuto coerente e priva di evidenti contraddizioni la motivazione della Corte d’appello. Secondo l’accusa, l’ex sindaco avrebbe inizialmente agito correttamente adottando il 15 aprile 2009 un’ordinanza di sgombero, dopo essere stato informato dei gravi pericoli segnalati nei verbali dei sopralluoghi effettuati dagli ufficiali del Genio civile.
L’ordinanza del 2009
Il provvedimento era stato adottato da Petrucci nella doppia veste di ufficiale di governo e di autorità locale responsabile della protezione civile. La Procura generale contesta però la successiva revoca dell’ordinanza, ritenuta avvenuta senza i necessari presupposti normativi e fattuali.
Proprio questa condotta, definita nella requisitoria improvvida e gravemente colposa, è al centro della richiesta di conferma della condanna. Il procedimento riguarda quindi la valutazione delle responsabilità dell’allora primo cittadino rispetto agli interventi adottati prima del sisma e alla sicurezza del campanile poi crollato.