Treviso (TV)

A processo a Treviso un 41enne accusato di violenza sessuale

La giovane avrebbe opposto resistenza durante l’aggressione del febbraio 2023; l’imputato ha lasciato l’Italia.

È iniziato a Treviso il procedimento nei confronti di un cittadino tunisino di 41 anni, accusato di violenza sessuale ai danni di una ragazza di 20 anni. I fatti contestati risalirebbero al 26 febbraio 2023. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe avvicinato la giovane e avrebbe tentato di costringerla a compiere un atto sessuale.

L’aggressione contestata

La ragazza, anche lei di origine straniera, sarebbe stata raggiunta dall’uomo in una zona di Treviso. Il 41enne, difeso dall’avvocata Isabella Arena, l’avrebbe afferrata al collo per impedirle di chiedere aiuto e l’avrebbe spinta con forza contro un muro.

Stando alla ricostruzione contenuta nell’imputazione, l’uomo avrebbe poi estratto il pene e lo avrebbe mostrato alla giovane, cercando successivamente di spingerle il volto verso i propri genitali. La 20enne avrebbe reagito opponendo resistenza e sarebbe riuscita a liberarsi dalla presa al collo.

A quel punto la ragazza avrebbe iniziato a urlare, chiedendo aiuto. Il timore che le sue grida attirassero l’attenzione dei passanti e dei residenti avrebbe indotto l’aggressore a interrompere l’azione e ad allontanarsi a piedi prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. La ricostruzione dei fatti resta oggetto del procedimento e dovrà essere valutata nel corso del processo.

La testimonianza e la posizione dell’imputato

Nel corso del procedimento la vittima è stata ascoltata anche con incidente probatorio. In quella sede avrebbe confermato le accuse e riconosciuto nel 41enne la persona che, secondo la sua testimonianza, l’aveva aggredita.

All’epoca dei fatti l’uomo era ospite del centro di prima accoglienza delle caserme Serena, a Dosson. Dopo la denuncia era stato allontanato dalla struttura. In seguito, a seguito di un ricorso presentato al Tar, era stato riammesso nel centro, mentre la richiesta di permesso di soggiorno era stata respinta.

Attualmente il 41enne non si trova in Italia: da qualche tempo ha lasciato volontariamente il Paese ed è rientrato in Tunisia. È sposato con una connazionale che, insieme ai figli, sta completando le pratiche necessarie per poter rimanere in Italia. L’esito dell’accusa e le responsabilità dell’imputato dovranno essere stabiliti dai giudici al termine del processo.